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Stupidity as it used to be!

Mi sono lanciato col paracaduteeee

Come magari qualcuno di voi, penso solamente i più perspicaci a dire il vero, avrà capito dal titolo, mi sono LANCIATO COL PARACADUTE! Un’esperienza fantastica, indimenticabile, una figata! e qualsiasi altro aggettivo e non che mi è sfuggito e che potrebbe stare bene in una frase come questa aggiungetelo, voi per me, nella vostra fantasia! Il tutto è nato perchè mio cugino ha deciso di farsi regalare come regalo per i 18 anni (fatti il 3 settembre auguroni teo!) un lancio con quel bellissimo oggetto che ti fa cadere poco nonostante tu stia cadendo molto!
Mia zia per cercare alleati alla sua causa (non voleva che mio cugino si lanciasse) ha contattato mezza famiglia. Risulltato: io mio fratello, mio zio (Paolo) e l’altro mio zio (Marco, il padre del neomaggiorenne che ha "ripudiato" la scelta coniugale per il divertimento) ci siamo agregati a quell’unico impavido giovane che per primo pensò all’impresa! Così eccoci un sabato pomeriggio al club aereo e paracadutistico di Casale Monferrato in attesa del fatidico salto nel vuoto. Primo a lanciarsi lo zio Marco, con un brillante passato da parà. L’esperienza si rivela subito fantastica e mozzafiato, non avevo mai visto una persona tanto gasata. Nel secondo turno di lanci capitano poi mio cugino e l’altro mio zio, mentre io e mio fratello ci ritroviamo assieme in quello che si rivelerà essere l’ultimo salto della giornata (purtroppo per i simpatici amici tutti vestiti da banda bassotti di un futuro sposino che aveva deciso di darsi alla pazza gioia prima del grande passo, ma che ha dovuto rinunciare alle sue ambizioni per un disguido alla malpensa che ha portato alla conclusione anticipata della giornata al campo).
 
Dopo una breve premessa passiamo dunque alla descrizione dell’evento: Un piccolo aereo trasporta gli aspiranti saltatori fino ad una altezza di 4200m. La salita dura circa 20 minuti. 20 minuti da passare in una piccola cabina di circa 4 metri per 2 in 10 persone. Io seduto di fianco allo sportello dell’aereo che non voleva restare chiuso (ad un certo punto si è aperto di colpo e mi stava prendendo un infarto!). Arrivati all’altezza stabilità una luce rossa si accende su uno schermo: è il segnale tanto atteso. L’istruttore lega il gancio che ci doveva tenere uniti durante la caduta alla mia imbragatura e mentre cerchiamo di farci lo spazio giusto per avvicinarci allo sportello si accende la luce verde: ci si può lanciare. E qui un piccolo fuori tema: ci sono due modi per lanciarsi, uno schiena all’aereo, con i piedi a penzoloni nell’aria tu e sulla pedanina l’istruttore in attesa dello slancio, oppure schiena all’aria, l’istruttore sempre con i piedi sulla pedana e con le mani aggrappate ad un maniglione dentro l’aereo subito sopra la porta e tu con le gambe sollevate (per la cronaca io mi sono lanciato con questo metodo). Fine fuori tema.
Non vi descrivo nemmeno la sensazione provata a stare li in piedi a 4200m d’altezza con tutto il vento che sferzava sulla mia faccia e sui miei pochi capelli. La richiesta di ok dell’istruttore e ad un mio cenno positivo null’altro che il vuoto: la vista dell’aereo che si allontanava e di mio fratello che mi seguiva è stata meravigliosa. Poi mi sono ritrovato pancia in basso a fissare la terra che si avvicinava e quando ho potuto lasciare andare le braccia (fino ad allora tenute incrociate sul petto come insegnatomi in precedenza) mi è sembrato di volare. Da quel momento un minuto di picchiata libera. 3300m di dislivello percorsi in quel poco tempo, con una velocità finale di circa 200km/h. Il sole all’orizzonte nel momento del tramonto, quasi a voler significare che il mio volo verso il basso era anche il suo. Andrea sempre a 20m di distanza, fino al momento dell’apertura del paracadute. In quell’istante mi sono sentito risucchiato di nuovo verso il cielo, verso l’aereo dal quale mi ero buttato, tanto che arrivai a pensare: "..che, si fa n’altro giro??" eppure nulla, era solo una fugace quanto piacevole impressione. Nella fase di discesa con il paracadute i due istruttori si avvicinarono notevolmente facendo si che nell’ultimo pezzo io e mio fratello ci ritrovasimo a non più di 4 metri l’uno dall’altro, così vicini da riuscire a parlarci, così vicini quasi da riuscire a batterci un 5 per la grande esperienza provata. Ed infine l’atterraggio. Negli attimi immediatamente antecedenti al ritorno a terra il passaggio sopra la strada adiacente al campo, dove le macchine che passavano sotto i miei piedi correvano allegre, sembrando quasi formichine impotenti dall’alto della mia prospettiva.
Non riesco a trovare nulla che possa concludere meglio la mia descrizione del video del mio atterraggio (a presto le foto anche). (edit…il video nn riesco a caricarlo ora magari più in la ci riuscirò)
 
Grazie mille teo per l’ide grandiosa! te ne sarò immensamente grato per sempre, e chissenefrega se non hai fatto una festa A bocca aperta ti perdono comunque!
 
 
 
 
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6 commenti su “Mi sono lanciato col paracaduteeee

  1. pasquale
    settembre 12, 2007

    ciao mi kiamo marilisa ho 14 quasi 15 anni cerco amici con cui parlare. se ti va contattami a pasquale.passeggio@ hotmail.it ciao 

  2. matteo
    settembre 13, 2007

     beh teto nn penso ke c siano aggettivi capaci di descrivere l\’esperienza… forse dovremmo invntarne uno!!
    in fondo se lo faceva dante possiamo farlo anke noi!!
    cmq è stato semplicenmete un FIGATA!!!!

  3. Chiara
    settembre 14, 2007

    Oddio che figata! Ste se ci vai un\’altra volta portami con te!! 

  4. stefano
    settembre 16, 2007

     va bene chiara! ma penso che questo non accadrà più per molto tempo purtroppo

  5. Chiara
    settembre 16, 2007

    😦 

  6. andrea
    settembre 17, 2007

    Solo 1 parola tipicamente araba ke significa stupore: MINKIA 😀 ho detto tutto e confermo qll ke hai detto tu in precendeza ste 

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 12, 2007 da in Notizie e politica.

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