BACK IN ME

Stupidity as it used to be!

Lastminuters e Walkers

Cari lettori, eccoci qua riuniti per l’ennesima volta a commentare le stranezze del nostro mondo. E’ mia intenzione oggidì parlarvi del celeberrimo Metro MAG (Metropolitan Active Generation), il giornale che esce (ogni due settimane forse? non l’ho ancora capito onestamente) al giovedì e che fa da compagnia ai miei viaggi solitari (oramai mica tanto…anche questo angolo di solitudine sta diventando affollato) di ritorno dall’università sul treno S5 che passa alle 18:59 a Milano P.ta Venezia. Che dire di questo giornaletto gratuito? intanto che le sue pagine sarebbero buone solo come cartina per una tabaccata o una canna al più…e poi che se fossi un ecologista davvero convinto andrei a protestare sotto gli uffici di Metro perché certe stupidate non possono davvero essere scritte. Ultima ma non meno importante mi verrebbe da chiedermi: ma una laurea a certi sociologi intervistati chi gliel’ha data? la CEPU?? Altro che mazzette per entrare in medicina.
Ma dato che vi sto parlando di una cosa che nessuno (tranne luca che sicuramente già sta ridendo sotto i baffi leggendo) ancora conosce, vi spiego bene i fatti: Il sopracitato Metro MAG tiene una rubrica denominata TREND SUBJECTS, che ogni tot (ogni numero del giornale ma non sapendo ogni quanto esce noi arrotondiamo tutto per eccesso chiamando questo arrotondamento tot) si occupa di un nuovo fenomeno culturale. In se non ci sarebbe nulla di male davvero in questo, anzi io stesso sono a favore di una maggiore conoscienza della cultura contemporanea. Il punto lo si pone però quando si leggono i titoli degli articoli di questa rubrica.
L’ultimo in ordine di tempo faceva più o meno così: “Vivere last minute. Viaggi ma non solo” sottotitolo: “quelli che preferiscono non programmare, per risparmiare e vivere felici”. Il suddetto articolo fa, innanzitutto, un resoconto della storia del last minute, che riporterò qui in brevi tratti: parola nata nel 1938 a NYC, diffusasi nel mondo Anglosassone negli anni ’90 e propagatasi da li in poi in tutto il mondo. Ed è qui che iniziano le storture. Il giornalista Massimo Piagnani ha infatti cominciato a descrivere tutto quello che a livello culturale sta dietro la scelta di vivere last minute, stilando tutta una serie di attività srettamente collegate ad esso, dall’acquisto del semplice biglietto aereo arrivando fino all’estremo caso dell’abitazione (che è se uno dopo quel minuto non copra più la casa questa prende e se ne va via? o si autodistrugge?).
Uno dei prerequisiti fondamentali per essere un lastminuter è quello di “non avere assolutamente un’agenda planning e affidare soltanto alla memoria i propri impegni quotidiani, non seguire le mode e comprare qualcosa solo quando se ne sente la voglia”. Immagino quindi che io, senza saperlo, sia un lastiminuter perchè non ho agendina, non seguo mode, e non compro case decidendo poi di non utilizzarle. Il discorso fila no? Ma non si ferma qui: perché poi segue una dettagliata descrizione delle abitudini dei più accaniti lastminuter. “Bisogna intanto essere pratici di internet e tenersi aggiornati. L’acquisto dei biglietti l’ultimo giorno è un must, ma non tutto è legato al web. Comprare vestiti last minute (il giorno prima che vengano rimandati indietro ai produttori) è ormai abitudine consolidata”. Ma questo è il top: “In molti mercati rionali, professionisti aspettano l’ultimo minuto per acquistare frutta verdura fresca ecc, che altrimenti andrebbe al macero, a prezzi stracciati”.
Cioè, uno sta al mercato fino a tardi, compra roba a prezzi scontati risparmiando, ok. Ma nel frattempo? visto che i mercati non chiudono alle 8 non lavora? E il risparmio dove sta? che spendo 3 euro in meno per un chilo di patate ma non ne guadagno i 1200 che servirebbero magari a pagare tasse, libri per i figli e vestiti? ah già cavolo…anche per questo c’è il last minute! allora vediamo…per l’RC auto come facciamo? senza i 1200 euro non la paghiamo!
E qui il favoloso Metro MAG ci da la soluzione MAGica: un altro fenomeno culturale che oramai spopola in tutto il mondo! Il fenomeno deGLI walkers (non dei walkers vabbè…), che tarda ad entrare nelle città italiane ma che oramai è inarrestabile all over the world. L’ideologia che si nasconde dietro questo fenomeno è quella di non prendere assolutamente mai mezzi a motore, mai!! Nemmeno se piove diluvia ci sono raffiche di vento che spostano autotreni che sradicano alberi. MAI! La goduria principale dei walkers non è quella del sano movimento (anche nell’inquinamento delle città), ma quella di vedere certi automobilisti incalliti che per andare a lavoro escono di casa assieme a loro e rimangono incastrati nel traffico per mezz’ora, e una volta uscitine finalmente sprecano un’altra mezz’ora di tempo a trovare parcheggio, che si rivelerà poi infallibilmente a pagamento, arrivando sul luogo lavorativo esattamente allo stesso orario degli walkers (ma noi sappiamo che questo non è possibile dalla nostra scoperta precedente, che essendo un walker normalmente anche lastminuter non va al lavoro perché deve controllare che la frutta e la verdura non scappino prima dell’ultimo minuto), che però non sono stressati. E i walkers ne hanno anche per i mezzi pubblici (e qui non apro discorso personale altrimenti ne avrei pure io) e con quelli che vanno in bici. Insomma, se sei un walker (che come oggi abbiamo scoperto non sono solo delle buonissime patatine fritte inglese ai vari gusti), ce l’hai con tutto il mondo!
Se avete letto in tutta la sua interezza questo articolo capirete quindi come mai la nostra società stia lentamente capitolando verso un degrado oramai inarrestabile. Giusto per citarvi uno di quei bei sociologi che stanno fenomenizzando tutto il mondo, riducendolo a lastminuters, walkers e quant’altro senza rendersi conto che magari uno prende la cosa all’ultimo minuto perchè si dimentica di prenderla prima o perchè ha poco tempo e che cammina per fare del buon movimento non per ridere in faccia agli automobilisti, vi suggerisco il nome di Vanni Codeluppi, DOCENTE di Sociologia dei Consumi allo, e dove poteva essere altrimenti?, IULM (in effetti si capiscono molte cose ora…).
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5 commenti su “Lastminuters e Walkers

  1. .
    dicembre 18, 2007

    no ma io mi sento chiamata in causa!
    anche io sono una walker (texas ranger, attenti ai miei calci rotanti!) e mi compiaccio nel vedere quelli imbottigliati nel traffico!
    ma non sono ancora una lastminuter, quindi sig Longo lei ritiene ch\’io sia ancora recuperabile?
    Bravo per l\’intervento, bello come sempre
    Buona serata
    dalla Walk.. ehm da Eugenia

  2. daniele
    dicembre 18, 2007

    L\’avevo letto anche io quest\’articolo, con un piccolo dettaglio però, che avendo escogitato un giro ogni mattina che in circa 300metri (ossia facendo il giro della rotonda in piazza bottini staz. lambrate e non tagliandola a metà) riesco a recuperare ben 5 quotidiani.
    Ora capisci benissimo che avendo scelto per adesso la vita da studente e non quella da parlamentare, leggere centinaia di pagine di notizie al giorno mi è praticamente impossbile, pertanto devo limitarmi a leggere i titoli e le prime righe degli articoli "lunghi" e dedicarmi ai trafiletti (che spesso sono i più interessanti in quanto gli articoloni sono generalmente uguali su tutte le testate e cmq si sentono anche al tg).
    Tutto questo per dire che nelle poche righe che avevo letto non avevo colto tutte queste preziose informazioni che tu hai giustamente sottolineato e che forse andrebbero anche rese pubbliche perchè le tue scoperte non sono da sottovalutare, infatti se dalla tua riflessione è emerso che tante persone non lavorano perchè devono aspettare la chiusura dei mercati per spuntare il prezzo migliore sull\’insalata… a questo punto la società si deve evolvere e riconoscere costoro come veri e propri lavoratori, si dovrebbero quindi rivedere le tabelle istat sulla disoccupazione italiana, bisognerebbe istituire dei fondi d\’assicurazione che li risarciscano se qualche giorno si gli affari vanno male e le mele vengono buttate via proprio in quell\’istante in cui stavano emettendo un ordine d\’acquisto per le pere ed hanno subito quindi una perdita.
    Stesso discorso per il tessile, giornate intere a controllare gli scaffali di quel negozio aspettando che quel capo rimanga l\’ultimo pezzo e poterselo aggiudicare al 50% di sconto, ma attenzione bisogna farlo prima che passi lo stocchista, o è un mestiere come un altro.
    Non vedo differenza tra il broker di Borsa che tutti i giorni deve comprare al minimo e rivendere al massimo dal broker ortofrutticolo che deve ogni giorno cogliere il momento esatto per fare l\’acquisto.
     
    Cazzate a parte! indagherò sul last lastminute casa perchè mi ha particolarmante incuriosito! ma potrei immaginare si riferisca alle case all\’asta, un po\’ come su ebay che se continui a fare offerte fai solo livitare il costo, se invece stai li zitto zitto e all\’ultimo secondo fai la tua offerta hai forse qlc rischio in più ma se va a buon fine ci hai guadagnato, personalmente un paio di volte acquisti con questa tecnica mi sono andati bene!
     
    commento troppo lungo? no dai…. dopo una giornata d\’esami come oggi 4 cazzate ci stavano proprio!  
     

  3. Emiliano
    dicembre 20, 2007

    ciao, ho visto che sei passato nel mio blog. definirmi atleta mi sembra esagerato, ti posso dire che faccio dodicimila sport, ma nessuno con buoni risultati 😀
    per quanto riguarda il tuo blog, ho letto l\’intervento sul magazine della Metro…che dire…tutto vero, tutto tristemente vero..ma seconsideriamo che nei salotti buoni televisivi girano i crepet, i bruni vespa, le marie de filippi, i costanzi e costantini vari, e che studio aperto si autodefinisce telegiornale, beh lo scenario mi pare del tutto normale…
    intanto io corro e non cammino.
     
    messaggio per eugenia: tu sei una walker solo perchè non hai la patente..:)
     
    a presto.
    ciao
    Emiliano

  4. 101931
    dicembre 22, 2007

    Si, é vero, stavo ridendo…

  5. Pingback: Il Poco Latente Egocentrismo del Viaggiatore Egocentrico | BACK IN ME

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