BACK IN ME

Stupidity as it used to be!

Cancellato in tutte le lingue del mondo!

E’ difficile cominciare a parlare di un viaggio senza dire nulla di scontato. In fondo la mia prof di italiano (la carissima Longo) mi ha smazzato i santissimi per anni dicendo che la vita è un viaggio e io non voglio assolutamente sfociare nella retorica conformista, perchè mi ritengo abbastanza anti-conformista. Detto questo, andrò a parlarvi di un viaggio, uno come tanti e nessun’altro. Come molti di voi sapranno, sono andato a Bruxelles per seguire i 15° EXC (european cross country championships), dei quali parlerò più approfonditamente in un altro articolo. Alcuni di voi (sicuramente meno di quelli che sapevano della mia trasferta a Bruxelles) sanno già cosa è successo e si staranno facendo due risate. Si perchè, forse per la prima volta da quando è nato questo blog, vi parlerò di qualcosa che mi è successo, e che voglio assolutamente ricordare in ogni dettaglio. Cosa aggiungere d’altro? nulla! quindi iniziamo il racconto.
A.S (ante scrittum, si dice?) non mi interessano commenti del tipo: "è troppo lunga, bella ste!" non siete obbligati a commentare, se volete farvi due risate leggete, altrimenti amen. Ok? patti chiari amicizia lunga.
C’era (non il doping di ultima generazione) una volta un aereo, che doveva partire da Bruxelles alla volta di Milano Orio al Serio alle 19.45 di un lunedì qualunque di un anno qualunque. Alcuni impavidi eroi dovevano assolutamente prendere quel volo per poter tornare a casa da una trasferta, ma quel volo venne cancellato. Ecco quindi la storia di come, i nostri paladini, riuscirono a tornare a casa, non proprio in tempo, ma non del tutto in ritardo!
Gli eroi della storia sono: Merihun, papà (Renato), sorella (Elisa) e cugina (Laura) di Merihun, Mario (allenatore di Merihun), sua moglie (Virginia), le sue figlie (Stefania e Sara) e suo figlio (Mattia), Ottavio, Marco, Steve, Michela e Francesco. Dulcis in fundo: Io (altrimenti che scrivevo a fare??).
E’ lunedì di primo pomeriggio. Ci stiamo tutti accingendo a raggiungere la Gare du Midi dove ci sarà il pullman che ci porterà da Bruxelles all’aereoporto di Charleroi. Già qui cominciano i problemi. Il bus, che doveva partire per le 16.00, parte in realtà alle 15.45, strapieno di gente e noi rimaniamo giù tutti, fatta esclusione per i parenti di Merihun che, non si sa come, riescono ad intrufolarsi sullo shuttle. Aspettando il secondo pullman, che dovrebbe arrivare alle ore 16.45, appare chiaro a tutti noi che sarà un’impresa titanica riuscire a prendere anche quello, dato che una marea di gente sta già affollando il marciapiede vicino alla fermata. Così è infatti, ma dopo una lotta (vera e propria, non metaforica) durata circa 30′ riusciamo tutti a salire su questo maledetto pullman (tra l’altro mi sono beccato pure il sedile rotto). L’unica cosa che l’autista (che era anche bigliettaio e "facchino") riusciva a dire era: "Si vous ple, si vous ple!" Dopo un tempo interminabile da quando le porte dell’autobus si sono chiuse, finalmente si parte per raggiungere l’aereoporto, con circa 50′ di strada da fare e un notevole ritardo. Inizia ora la fase davvero "drammatica" del viaggio. A metà del tragitto fra Brx e Charleroi Ottavio riceve una chiamata dal padre di Merihun. Il volo è stato cancellato. Dopo varie rassicurazioni sulla veridicità di quanto appena ascoltato incominciamo a capire che probabilmente alle 11 quella sera non saremmo stati nei nostri lettucci al caldo come tutti avevamo sperato. La situazione, una volta arrivati all’aereoporto, appare ancora meno chiara. Nessun volo per l’Italia partirà prima di Mercoledì, ma non solo. Sembra proprio che l’unica opzione alternativa sia quella di prendere un treno e andare a Parigi, passarci la notte e, con un autobus, proseguire il giorno dopo verso Milano. Si avete capito bene…come andare da Legnano a San Giorgio passando per Busto Arsizio. Dopo poco quest’opzione viene scartata e si cerca un’altra via alternativa. Il noleggio auto è troppo caro, una macchina da 4 persone costa 743€ e necessiteremmo di 4 macchine. I pulmini da 8 posti non possono essere portati fuori dalla nazione in cui è stato noleggiato il mezzo. L’unica è tornare alla Gare du Midi e cercare, tramite vari treni, di tornare il prima possibile a casa. Oramai, tra l’altro, sono le 18.15 passate. Riusciamo a prendere lo stesso shutle dell’andata (stavolta ho evitato accuratamente il posto rotto) e arriviamo alle 19.05 a Brx. Di fretta e furia il papà di Merihun, Mario e Ottavio si dirigono alla biglietteria. Ci mettono una vita, e quando alla fine Mario arriva di corsa dicendo di sbrigarci non ce lo facciamo ripetere due volte. Ma un altro imprevisto ci raggiunge. Renato non trova più la sua valigia. Dopo approfondite domande scopriamo che era con lui nella biglietteria quando è andato a fare i biglietti. Che fare? All’interno della suddetta c’era: la macchina fotografica (che macchina tra l’altro!), un obiettivo che sembrava un cannone, un pigiama, e vari regali. Tutto perso. La polizia non collaborerà in tempi brevi (come confermato da un addetto alla sicurezza) e di tempo a disposizione noi non ne abbiamo. Il treno parte fra 15 minuti. Sconsolati ci dirigiamo verso il binario 14. Il treno per Liegi ci aspetta li. Arrivati al binario, tutti incuriositi, chiediamo l’itinerario da seguire. Una mazzata! Bruxelles-Liegi , Liegi-Aachen (Ger), Aachen-Colonia, Colonia-Basilea (Ch), Basilea-Milano Centrale (It). Gli orari sono più o meno i seguenti: 20.50 a Liegi, 22.00 ad Aachen, 23.00 a Colonia, 5.45 a Basilea, 10.30 a Milano. Saliti sul primo treno, si aggrega a noi una signora di Bergamo he avrebbe fatto il nostro stesso percorso. Occupiamo subito una carrozza tutta per noi e così anche per il treno da Liegi ad Aachen (carrozza stile anni 50, da trasporto militari, tutta grigia e triste). Fino a qua nulla di particolare, se non la cena a base di Kebab e Twix che sulla carrozza, un tentativo di imitare superman da parte di Merihun (che faceva finta di volare appoggiandosi agli appendini del treno) e tanta tanta allegria. In fondo è ancora presto, le energie sono tante e il morale per l’avventura in corso sta velocemente aumentando. Sul convoglio diretto a Colonia qualcosa finalmente inizia a girare nel verso giusto. Tutti convinti che a Colonia ci fosse una sola stazione, alla prima cominciamo tutti a scendere dal treno. Stiamo ancora ringraziando Laura che si è accorta in tempo che era la stazione sbagliata. La fortuna di scendere davanti al cartellone della stazione! Se fossimo scesi, probabilmente saremmo ancora dispersi nel nord della Germania! La stazione giusta di Colonia è immensa. Occasione per prendere qualcos’altro da mangiare e per fare qualche foto in giro, giusto per non restare fermi immobili nel freddo artico che ci attanagliava. Io sono l’unico sfortunato che non riesce a prendere nemmeno un krapfen (colpa della michy che ne avrà mangiati 15!) e quindi resto a bocca asciutta. Con 25 minuti di ritardo (comunque poi recuperati sul percorso) arriva alle 00.15 il treno per Basilea. Un bel pendolino, moderno e confortevole. E’ finalmente arrivata l’ora di dormire un po’. O no? appena saliti in carrozza e accomodatici, i "vecchi" vengono accolti nelle sue amorevoli braccia da Morfeo mentre molti dei giovani si dirigono al bar a prendere qualcosa da bere e altri ne approfittano per riposarsi. Al ritorno di quelli che erano andati al bar si scatena il finimondo. Merihun, o Ottavio non ricordo, hanno la brillante idea di fare qualche scherzo. Mario è la vittima prescelta, dorme profondamente ed posizionato di fianco al corridoio. Merihun e Ottavio allora cominciano a legarlo col celofan. Dopo mezz’ora di lavoro i piedi del povero allenatore sono legati alle gambe del sedile avanti al suo, e la cintura al bracciolo. Tutta l’azione è stata approfonditamente documentata con foto e video. Ne la moglie, svegliatasi varie volte, ne lo stesso Mario, si sono accorti di nulla. Nessuno riesce più a trattenere le risate, e il divertimento si sposta a due malcapitati pirati (erano vestiti così…che dire!), soprannominati subito Spugna e Capitan Uncino. Anche loro sono vittime degli scherzi di Merihun and Co.
Sono le 3.00 oramai. Tutti abbiamo sonno e ci addormentiamo. Fino a Basilea non accade più nulla. Arrivati in Svizzera scopriamo però che il cisalpino è stato soppresso il giorno precedente e non è quindi pronto per portarci a Milano. E’ stato allestito un treno "speciale" che ci porterà a Domodossola. E a Domodossola proprio capisco di essere tornato in Italia. Il treno che doveva portarci a Centrale viene soppresso e il seguente ha un ritardo di 20 minuti già in partenza. Ma dico io, ci siamo fatti un viaggio di 1000km e nessun ritardo, appena arrivati in Italia subito 1h20 così, di botto?? Oramai è una battaglia persa…ma la speranza è l’ultima a morire anche se devo dire che se un po di giustizia esiste le cose dovrebbero rimanere così per i prossimi 1000 anni per come tutti stanno mandando avanti il nostro paese. Molti mi staranno odiando, altri invidiando. In ogni caso, arrivati a Gallarate e successivamente a Legnano col Passante S5 (anch’esso in ritardo di 10′) l’avventura mia e dei, non proprio tutti, miei compagni è finita. Non proprio tutti perchè alcuni avevano le macchine all’aereoporto di Bergamo e due dovevano partire per Roma la sera stessa. Di un viaggio di 18 ore in giro per l’Europa centrale e centromeridionale vorrei però ricordare le ultime due cose:
1) la cazzata colossale di Merihun urlata alle 8.13 del Martedì, dopo tante, troppe ore passate su una carrozza: "Io sono quello che tiene tutti in equilibrio, senza di me non ci sarebbe niente a posto. Io sono Dio!!!" (compatitelo…aveva appena passato il giorno del suo ventesimo compleanno quasi totalmente in treno)
2) la Laura che continuava ad incitarmi ad andare avanti nonostante mi invidiasse in maniera pazzesca 😀 dai Laura, ti capiterà anche a te prima o poi una cosa del genere!

PS: ho cercato di segnare il percorso effettuato su google earth, ma non ci sono ancora riuscito. Non demordo comunque…e quando sarà pronto lo metterò qua sul blog)

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8 commenti su “Cancellato in tutte le lingue del mondo!

  1. Giuseppe
    dicembre 19, 2008

    ehilà!!!incredibile Ste!!! Ormai non si può fare affidamento su nessuno per quanto riguarda i mezzi, tanto meno in Italia -.-, ma vabbè…Dai però questa storia rimarrà negli annali e lo potrai raccontre a un sacco di gente, poi chissà quante cazzate hai omesso :-pbuon tutto!!!SalutiLa Volpe

  2. 101931
    dicembre 19, 2008

    "Sembra proprio che l\’unica opzione alternativa sia quella di prendere un treno e andare a Parigi, passarci la notte e, con un autobus, proseguire il giorno dopo verso Milano."Perché no? A parte che andare in pullman da Parigi fino a Milano è una mazzata, ma non mi sembra così improponibile con il treno… prendevate il treno fino a Parigi, Parigi-Lione con il TGV, da lì prendi per Torino e da Torino a Milano con l\’eurostar (o se volevate risp potevate scegliere altri treni).Se guardi su google maps ti dice infatti che sono (in macchina) 12h al posto delle 10 della tratta Tedesca, però in treno avresti avuto meno cambi (e dunque meno ritardi). Va beh dai, non siete morti, anzi vi siete divertiti perciò va bene così. 😉

  3. stefano
    dicembre 19, 2008

    luca…tu guardi ancora le tratte in macchina su google maps? basta un po di traffico e le 12 ore diventano 16-17. Poi, come detto, gli unici problemi di ritardo ci sono stati in Italia, dato che i 25 presi a colonia sono stati recuperati nel corso del tragitto e il treno è arrivato giusto a basilea.

  4. 101931
    dicembre 19, 2008

    io guardavo le tratte su google maps per vedere i km, nn per altro. Dicevo solamente che nn mi sembrava così fuori dal mondo di passare per Parigi; sicuramente più sensato che fare Legnano-Busto-S. Giorgio 😉

  5. Eugenia
    dicembre 19, 2008

    Cavoli che avventura! Per fortuna non vi siete persi d\’animo e avete reagito alle avversità!Bè potresti vederla come una metafora della vita (piena di difficoltà da affrontare avendo al proprio fianco delle persone care) ma non la auguro a nessuno una esistenza al ritmo dei treni italiani!! :)E comunque è risaputo che Busti Grandi è caput mundi, tutte le strade portano a lì, quindi sarebbe sensatissimo fare San Giorgio – Busto – Legnano 😀

  6. luca
    dicembre 20, 2008

    mitico…faremo un film." il viaggio di longo , lungo"

  7. stefano
    dicembre 20, 2008

    ahahah, bella luca questa!!

  8. daniele
    dicembre 23, 2008

    perlomeno immagino sia stata una bella esperienza, posti nuovi, treni diversi, cose che in un volo di qualche oretta non avresti apprezzato… e poi dai, per noi pendolari 18 ore di treno cosa sono ste? più o meno sono le ore di ritardo che accumuliamo ogni mese…!Grazie Mauro Moretti (ad Fs) ne avevamo proprio bisogno di questa TAV.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 19, 2008 da in Viaggi.

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