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Stupidity as it used to be!

Allarme sociale (?)

Prima di scrivere questo articolo ero intenzionato a riportare quanto segue sia sul mio blog che su facebook (o forse solo su facebook). Inconsciamente stavo decretando la fine di questo mio "diario di cazzate" che per 2-3 anni mi ha fatto molta , o poca a seconda dei periodi, compagnia, e che bene o male è un qualcosa che al momento è in via di abbandono. Scrivere su facebook, anzichè farlo qua, sarebbe stato il colpo definitivo e finale allo space su msn, la fine di un’era della mia adolescienza e gioventù, qualcosa di definitivo, dato che oramai guardo più che raramente se qualcuno lascia commenti qua, mentre più volte durante il giorno la pagina del social network più famoso al mondo. Quindi la mia è una scelta di sentimento se vogliamo metterla così, di tentare ancora una volta di andare controtendenza, perchè molti miei amici e appassionati lettori oramai hanno invece preso la strada che io mi sono rifiutato di seguire!
Detto questo vorrei passare all’argomento che ho scelto di trattare oggi. Per la prima volta nella storia di questo blog riporterò qualcosa non scritto da me, e spero che l’autore vero non me ne vorrà. Sono sempre stato contrario al riportare scritti altrui; la ritengo una forma impropria di addebitamento, un rubare qualcosa per non volersi sforzare di scriverla di proprio pugno. Però questa volta è stato davvero scritto così bene questo articolo, rappresenta così tanto il mio pensiero, che, a malincuore, farò uno strappo alla mia regola e affiderò le mie paroe a qualcun altro. Quello che segue è un brano riportato sul quotidiano gratuito Metro, del giorno 16 marzo (oggi). E’ rivolto a tutti quelli che in questo periodo si stanno facendo prendere dalla xenofobia, che, per chi non lo sapesse, vuol dire dalla paura del diverso. Mi rivolgo a costoro con il termine xenofobi, nonostante vorrei usare quello razzisti, perchè, come qualcuno mi ha fatto notare sul sopracitato facebook, ciò che sta avvenendo in Italia non è razzismo, ma "una più che giustificata forma di piccola ignoranza che porta la gente a dire cose più che capibili per lo stato venutosi a creare". Una forma gentile e contorta per dire: non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono zingari!
Comunque ecco riportato il brano in questione:

Criminalità, L’emergenza è continua (Umberto Silvestri)
A fronte di una certa continuità nella ripetizione di un qualche avvenimento, sempre più spesso si grida "all’emergenza". Adesso è la volta degli stupri, per di più commessi da immigrati e quindi: doppia emergenza. Se dovessimo seguire questa logica e non essendoci su molte questioni soluzione di continuità, dovremmo concludere che l’Italia è da sempre e permanentemente in affanno, in emergenza appunto. Su tutto. Sarà vero? Forse sì…o forse no. O forse, per non parlare a vuoto e trovare responsabili e soluzioni, sarebbe meglio convincerci che ci troviamo semplicemente di fronte all’incapacità di gestire la normalità, di amministrare la complessità quotidiana e di confrontarci con le sfide che la globalizzazione mondiale ci impone. Gli stupri, i furti, e in genere la criminalità, se dovessimo affrontarli con gli strumenti classici utilizzati nel resto del mondo, da noi non dovrebbero nemmeno esistere, avendogli schierato contro, oltre ad una miriade di leggi e leggine, polizie principali, secondarie, locali e private, che assommano a circa 500.000 uomini dotati di mezzi e strumenti capaci di far tremare i polsi a qualsivoglia bandito, clan o mafia.
Un poliziotto ogni 120 italiani contro i 400 della Germania; però lì si riga dritto e qui si delinque a gògò. E allora appunto, non di emergenza si tratta, ma di competenze, di professionalità, di rigore morale. Di lavoro fatto con coscienza morale e normale onestà nella scuola, nella famiglia, tutti gli scranni del Parlamento dove, al dunque, tutto dovrebbe tradursi in fatti, atti e provvedimenti utili al bene di questo povero e bistrattato paese. Ma questa, si sa, è un’altra storia che deve ancora essere scritta.

Gli argomenti trattati in questo articolo vanno ben oltre quelli del razzismo, che di fatto viene appena accennato, nonostante il succo centrale del discorso ne scaturisca direttamente. A mio modesto avviso, occhio che sto sparando una cagata grossa come una casa e voi pochi lettori potrete rinfacciarmelo per sempre, il problema principale dell’Italia (al quale sono ascrivibili poi una serie infinita di altri problemi minori da questo derivati), è che gli italiani sono tendenzialmente un popolo di creduloni, che sono dei maestri nel farsi prendere per i fondelli e venire inchiappettati di conseguenza, indignarsi per due giorni capito il misfatto per dimenticarsi di tutto dopo poco, e venire presi per i fondelli e inchiappettati nuovamente senza che nemmeno se ne rendano conto! Nessuno si accorge di quello che sta succedendo, fino a quando non è successo, e a quel punto è inutile piangere sul latte versato. Questo non lo dico io, lo dice la storia. Ma siccome sto andando troppo oltre e non voglio sconfinare in faccende pseudo-politiche (perchè la politica in Italia non esiste) la chiudo qui, e vi saluto a non so quando.
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2 commenti su “Allarme sociale (?)

  1. Guido
    marzo 19, 2009

    nooooo, non andare sul faccialibro a scrivere le cose che non sono iscritto!!cmq quello che hai scritto è vero….e dico solo che gli italiani si bevono le notizie di emilio fede al tg4…. fai un po\’ te

  2. stefano
    marzo 20, 2009

    tranquillo guido non vado sul faccialibro!!

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 16, 2009 da in Sociale.

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