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Stupidity as it used to be!

I cambiamenti che porteranno l’Italia al vertice a Londra 2012

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EHM EHM EHM.
Riporto quest’intervista comparsa sul sito della Fidal al nostro presidente.
Ci sarebbero alcuni punti che mi piacerebbe sottolineare o analizzare.  Si potrebbe parlarne per ore e ore e ore…forse per anni, dato che appunto da anni la situazione va avanti senza che nulla cambi, e nessuno sembra, o faccia finta di non, capire che così facendo ci giocheremo medaglie in eventi globali per i prossimi 20 anni.

Sottolineo alcuni punti che, leggendo l’articolo, mi sono sembrati un attimino fuori luogo, detti dal presidente di una federazione in completa balia di tutto quanto le arrivi addosso:
1) Curare gli atleti che abbiamo: mi è giunta voce che ultimamente si sia deciso di curare determinati atleti e lasciare gli altri (non mi riferisco di atleti di serie B, ma di gente che nei campionati nazionali occupa i primi 2-3 posti) per i fatti loro. Così…perché tanto i primi sono dei fenomeni e di quelli subito dietro non ne abbiamo bisogno.  Le voci non sempre sono affidabili, è vero, ma dato che non è la prima volta che sento qualcosa in merito, e considerando che la persona che me lo ha riferito è una che ritengo affidabile, sono propenso a crederci. Diciamo che se dovesse non dico essere verificata come situazione, ma corretta, anche solo a metà, sarebbe quanto meno un fatto poco carino, tanto per essere gentili.

2) Non è il mondiale peggiore di sempre: Può non essere il mondiale peggiore di sempre, ma un bronzo o zero medaglie è praticamente uguale, perchè se non c’è una base su cui lavorare, quando fra 2-4-8 o anche 10 anni la Di Martino smette di saltare, questo 1 diventa zero. Che poi, quello della base, è il problema dell’atletica italiana. Non ci sono seconde linee. Può darsi che ci sia quello che arriva anche ai mondiali (non sempre) ma poi il nulla più assoluto. O meglio, le seconde linee ci sarebbero. Che sono quei giovani che, non appena entrano nei gruppi militari e devono incominciare a correre, smettono improvvisamente di farlo. Non migliorano, a volte peggiorano addirittura. Com’è possibile che se uno a 18 anni fa un tot in una gara, a 21 fa quel tot + qualcosa? E se fosse un caso isolato lo capirei anche…ma la realtà è che oramai è la costanza. Ma vediamo cosa succede in paesi limitrofi e che potrebbero essere dei nostri competitor, se non storicamente, per lo meno dal punto di vista del dualismo fra le nostre nazioni. Due casi su tutti che mi vengono in mente: Florian Carvalho nei 1500m e Kevin Lopez negli 800m. Il primo è francese, campione europeo di cross e su pista svariate volte da junior. Una promessa che è notevolmente cresciuta già nelle scorse stagioni, ma quest’anno è passato da 3’38 a 3’33, diventando un atleta che in una competizione di qualsiasi livello può dire la sua. Kevin Lopez invece, spagnolo, è sceso dall’1’47 del 2010 all’1’44 di quest’anno, rileggere quanto detto per Carvalho. Questi due ragazzi sono rispettivamente un 1989 e un 1990, hanno cioè rispettivamente 22 e 21 anni. Perchè da noi questi miglioramenti non si vedono mai? A 21 anni un atleta di sicuro non è ancora al top, ma se non va forte ora, quanto forte potrà andare anche 5-6 anni dopo? Ma lo sviluppo dei giovani non è il solo punto sul quale vorrei concentrarmi. La profondità su cui si può contare in Francia non è minimamente paragonabile alla nostra. L’analisi può partire dalla velocità: Lemaitre è la punta indiscussa, quell’atleta che regala visibilità e, si spera, medaglie. Ma se si fa male? No problem. C’è Vicault. Ah, quello del ’92 che è arrivato in finale nei 100? Bravino, da noi i 92 cosa fanno? Se va bene arrivano ai campionati italiani assoluti. Sfiga suprema, si fanno male entrambi. C’è Mbandjock, ma quest’anno quello infortunato era lui, quindi si è già vista la possibilità di ricambio che hanno i francesi. Il secondo degli ultimi campionati europei si infortuna e loro piazzano il terzo in finale al mondiale, riuscendo anche a trovare un degno sostituto per la staffetta, tale che si riesca a portare il quartetto sul podio. Mica male direi. Passiamo al mezzofondo. Nel mezzofondo i francesi (e ultimamente anche gli spagnoli) hanno sempre il marocchino di turno. Ok. Però cavolo, anche da noi mi sembra che ci siano i marocchini! Cos’è, quelli forti vanno in Francia e Spagna e gli “scarsoni” vengono da noi in Italia? E in ogni caso nelle siepi,oltre al solito marocchino di turno, che è riuscito ad arrivare terzo, c’era anche il solito marocchino di turno arrivato quarto. E penso si potrebbe continuare anche in altri settori, ma fermiamoci qua, per un po’ di amor proprio. Un esempio che però trovo molto ispirante è quello degli Stati Uniti. Gli USA hanno preso un oro, un bronzo e un argento nelle gare di mezzofondo, riuscendo a portare in finale per ogni gara almeno un atleta, tutti (Bernard Lagat escluso) di scuola e origini americane. Cosa vorrà dire questo, considerando che gli statunitensi sono sempre stati presenti anche nelle lunghe distanze, ma non certo in grado di contrastare gli africani a questo livello? Forse che la loro federazione ha portato avanti una pianificazione pluriennale intelligente, coerente ed efficace? Poi che in gara gli atleti statunitensi ci abbiano sempre messo del loro in più è un altro discorso, ma la federazione gli ha dato il 100% delle possibilità di farsi trovare nella situazione di poter dare quell in più per arrivare a medaglia.

3) Il terzo punto mi fa ridere. Scusatemi. solo in Italia si può pensare che dopo anni e anni in cui una nazionale fa così schifo, il presidente federale abbia ancora la possibilità di dire: il prossimo anno apporteremo dei cambiamenti. Ma quale prossimo anno? il prossimo anno, il tuo successore apporterà cambiamenti. Speranza vana purtroppo. Il prossimo anno la stessa persona non apporterà cambiamenti! Ma noi siamo fiduciosi e ottimisti, quindi andiamo a leggere i cambiamenti che il presidente federale intende apportare, e sfortunatamente è li che ti metti ancora di più a ridere: i cambiamenti apportati saranno in materia di regolamenti (sono i regolamenti che fanno andare piano i nostri atleti?), impostazione attività (cioè? cosa vuol dire? cambieranno le date delle gare? la lunghezza delle piste per dare maggiore possibilità ai nostri di fare tempi? cos’altro?) e svolgimento dei campionati nazionali (su questo mi trova d’accordo, però se la gente non va, non va nemmeno con uno svolgimento dei campionati completamente diverso. Questo è poco ma sicuro!). Rivolgersi ad un’agenzia di marketing, per avere maggiore visibilità? Per avere maggiore visibilità ci vuole marketing, lo sanno tutti, è una regola base, direi quasi fondamentale, del nostro tempo. Però io immaginavo che per dare visibilità ad uno sport, si presupponesse che questo sport venga anche trasmesso, e possibilmente non una volta all’anno, ma soprattutto che questo sport venga praticato, magari iniziando dai ragazzini nelle scuole, proponendo iniziative. Ma finché purtroppo vengono anche tolte quelle poche vetrine scolastiche in cui si potevano sperimentare la corsa, i salti, i lanci, non penso che un’agenzia di marketing serva a qualcosa. Ai posteri l’ardua sentenza.

4) L’ultimo punto è addirittura esilarante, e l’ho colorato di rosso sulla mia bella fotocopia. Ve lo riporto così com’è, nel caso vi fosse sfuggito: “Niente rivoluzioni, però! farle a questo punto del quadriennio sarebbe dannoso per il movimento, e certo non porterebbe dei frutti” Cioè? in pratica non cambiamo un bel niente in vista di Londra? resta tutto com’è? e cosa speriamo, che avvenga un miracolo e il bronzo raccolto a Daegu diventino 5 ori? E la cosa peggiore è che questa frase lascia anche presupporre che dopo Londra, quando si dovrà cambiare sul serio, converrà farlo con chi vuole promuovere il cambiamento, ovvero quegli stessi dirigenti che da anni non cambiano ai vertici, e che da quando sono a capo della nostra federazione, hanno fatto tanto bene. Così, anziché cominciare a pianificare per Rio (a questo punto mi sembra quasi inevitabile pensare alle Olimpiade successive alle prossime), perdiamo un altro anno, così, perché forse nel frattempo succede qualcosa di incredibile. Questo si che è pararsi il fondo schiena e cominciare a preparare la campagna elettorale in maniera “degna”.

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