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Stupidity as it used to be!

JetPack, sogno o realtà?

Me lo sto ripromettendo per l’ennesima volta, a distanza da 7 mesi dall’ultima e chissà quanto dalla penultima. Devo ricominciare a scrivere sul blog. Come mai? Non lo so. Forse perché scrivere mi aiuta a ragionare. Mi aiuta a mantenere quel poco di attività culturale che ancora porto avanti da quando ho terminato i miei studi. Leggo poco o niente, quando ho tempo libero mi dedico ad attività poco utili al mio cerebro, anche tornando dagli allenamenti non ascolto più Zapping, un programma che mi è sempre piaciuto e che parla per lo meno di attualità.I telegiornali non li ho mai guardati. Non li sopporto. Solo cronaca nera, cronaca rosa, cronaca bianca, cronaca di tutti i tipi…però continuando di questo passo mi dimenticherò quello che volevo dirvi. Che poi dirvi, dire a chi?? a quei poveri due lettori che mi saranno rimasti? In ogni caso vi parlerò del Jetpack. Molti di voi non sapranno nemmeno che cavolo sia, un Jetpack. In parole povere è un apparecchio di volo personale, ovvero che da la possibilità di volare quasi liberamente a qualunque persona desideri farlo. E abbia i soldi per permetterselo, ovviamente!

La breve storia del Jetpack risale addirittura ai primi anni 50, quando la Bell invento la prima Bell Rocket Belt, che a distanza di sessant’anni non si è sviluppata di un millimetro e non si è schiodata dai trenta secondi di durata del volo massimo ottenibile. Insomma, un successone. Ma nel corso degli anni si sono sviluppati altri tipi di Jetpack. Uno di quelli che sicuramente vanno segnalati, è quello prodotto dalla Martin jet Pack. La cosa che lo rende particolarmente interessante è il fatto che potrebbe addirittura essere messo in commercio a brevissimo termine (sul sito si parlava del secondo quadrimestre del 2011, ma probabilmente la data è stata spostata). Qualcosa che gioca a suo sfavore è la alimentazione a benzina. In ogni caso se foste interessati potreste ordinarlo già ora, per la modica cifra di 200.000 bigliettoni verdi americani.

Un altro che ha suscitato notevole interesse è stato il JetLev. Caratteristica principale è l’essere alimentato ad acqua. Un tubo che parte dal retro del JetLev pesca infatti l’acqua direttamente dal bacino sottostante, per spararla poi fuori ad una pressione elevatissima, con due cannoni posteriori posizionati sul JetLev che permettono la levitazione. Anche qui c’è un contro non da poco: niente acqua niente JetLev.

Scalpore ha comunque fatto la sua presentazione al Festival del Cinema di Cannes nel maggio 2011, durante la quale il suo inventore ha dato dimostrazione a tutti i presenti di come funzionasse, comparendo nella baia davanti alla città del tutto inaspettatamente, ottenendo quindi grande visibilità sui siti di tutti i maggiori giornali mondiali e sulle televisioni.

Ma il modello che potrebbe rivoluzionare definitivamente la scena del volo personale è stato il modello brevettato dalla Personal Flight Systems, una Start up di San Francisco che già nel 2007 aveva brevettato un apparato in grado di volare, spinto da una propulsione ionica. L’apparato sarebbe quindi risultato del tutto silenzioso ed economico. Unica controindicazione, facilmente risolvibile secondo gli esperti, il fatto che un’esposizione prolungata all’aria ionizzata potesse aumentare la possibilità di contrarre tumori. Se davvero questo particolare non dovesse essere problematico da risolvere, sarebbe l’invenzione del secolo. Chi avrebbe più voglia di smazzarsi ore e ore di code in macchina, quando poterbbe arrivare a lavoro volando?  Sarà che il volo è naturalmente nel mio sangue, dato che mio nonno prima e mio zio poi hanno sempre avuto la passione del volo, ma se dovesse presentarmisi un’occasione simile farei fatica a perdermela! In ogni caso adesso sorge un piccolo problema non da poco. In attesa di novità, mi sono catapultato sul sito della Personal Flight Systems, e che cosa ho scoperto? Che il sito non esiste più e in internet tutte le pagine inerenti questo progetto sono scomparse (tranne poche eccezioni), ivi compresa la pagina personale dell’inventore. Una domanda comunque mi sorge spontanea: e ora, come cavolo faccio io??

PS: Scusate ma immediatamente dopo la pubblicazione dell’articolo ho scoperto dell’esistenza di un simil-jetlev, chiamato Flyboard. Non ho nessuna informazione al riguardo, ma non potevo non parlarne. Imperiale.

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5 commenti su “JetPack, sogno o realtà?

  1. Maira
    settembre 14, 2012

    Wow that was odd. I just wrote an extremely long comment
    but after I clicked submit my comment didn’t show up. Grrrr… well I’m not writing all
    that over again. Regardless, just wanted to say excellent blog!

    • longosteph
      settembre 15, 2012

      Hi Maira, thank you very much for your compliments 🙂
      What were you saying in the long comment you made that unfortunately was not delivered? Can you make a small resume? It would interest me to know it. I made this blog for fun, but I also mean to have some exchange of povs with other peoples.
      My problem with it is that I would like to write more, but I lack of inspiration more often than not. And when I have inspiration usually I don’t have time. Hard luck LOL!

      bye

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