BACK IN ME

Stupidity as it used to be!

Lo splendore eterno dell’immacolata mente

Sono di nuovo in blocco. Nelle ultime quattro settimane non ho avuto idee interessanti, ammettendo che l’articolo sulla Talpa fosse un’idea interessante. Questo nonostante abbia letto articoli interessantissimi e che mi avrebbero aperto a qualsiasi stupidata in men che non si dica. Io ci ho provato a buttare giù qualcosa d’intenso, ma nulla da fare, purtroppo.

Per esempio, cosa c’è di più intrigante di un post interamente dedicato ai sogni? E non mi riferisco alla famosa canzone Disney di Cenerentola: “I sogni son desideri, nel sonno non hai pensieri, ti esprimi con felicità” e bla bla bla, ma ad un racconto Inception-Style sui miei sogni. Oppure, cosa può attrarre più di un articolo dal titolo “Presenza Assente o Assenza Presente?” Io penso niente.

Il problema principale è che il sogno mio (di scrivere qualcosa) è rimasto proprio tale, e l’assenza protagonista del secondo esempio non è rimasta solo metafisico-psicologica, ma anche mentale. Infatti, dopo aver scritto titolo (cosa strana, dato che di solito sparo qualcosa a testo completato) e giusto due o tre righe, tra l’altro tutto fuorché memorabili, sono ricaduto nell’oblio. Preferirei anzi dire, più che nell’oblio, nello splendore eterno dell’immacolata mente, traducendo letteralmente dal titolo di un bel film con Jim Carrey e Kate Winslet che ho visto di recente, che i nostri compatrioti super traduttori hanno invece pensato di trasformare in un grandioso: “Se mi lasci ti cancello“.

Eppure siamo bombardati di notizie tutti i giorni, dalle più stravaganti e incredibili, alle più serie e tristi, ma in grado di stimolare il cervello. Oggi, per esempio, ho letto l’articolo di un certo Luca Voletti di Bruxelles, che parlava di come i vegani siano una delle cause principali dell’effetto serra, dato che mangiano sostanze che contribuiscono in maniera maggiore all’emissione da parte loro di metano, rispetto a quella di un qualsiasi essere umano che mangi normalmente e onnivoramente. Devo essere sincero, questo discorso mi ha detto poco. Per quanto io sia un fan conclamato del partito del: “La mia cena sta cagando sulla tua cena“, non riuscivo a capacitarmi del fatto che questo Cavoletto di Bruxelles stesse sparando più stupidate di quelle che mi venissero in mente, su un tema come quello delle emissioni di gas serra (tema peraltro già da me affrontato in un passato decisamente remoto nel post l’uomo come il metano). Però si sa. La stupidità umana presa in maniera singola, è una cosa, ma quando varie stupidità si accumulano assieme, allora si che la frittata è fatta. Giusto per non fare nomi e cognomi, un tale di nome Tarcisio Di Biasi ha scritto, in un commento all’immagine segnalata sopra, quanto segue: “non sono vegano ma vorrei esserlo certamente non siamo nati per essere onnivori……..” Ora, tralasciando l’uso delle virgole, che ogni tanto potrebbe essere utile nella vita, e, in fin dei conti non sarebbe tanto male imparare a scrivere italiano (nel frattempo avevo letto qualcuno dei suoi status su facebook, dato che aveva la bacheca non protetta), come si può essere così aencefalogrammatici (neologismo che significa: completamente senza encefalogramma) da poter anche solo pensare una cosa simile? Cavolo lesso a colazione, dopo milioni di anni dalla nascita dei primi ominidi, e decine di migliaia dalla loro evoluzione, ad un cervellone viene da dire che l’uomo non è nato per essere onnivoro? A questo punto, sono sempre più convinto che alcuni personaggi, nel corso della storia, abbiano avuto un downgrade del software, piuttosto che un upgrade progressivo, e siano tornati allo status di brodo primordiale, senza passare nemmeno dal via!

Devo essere sincero: se solitamente mi trattengo e passo oltre, questa volta non ce l’ho fatta proprio. Ho dovuto scrivergli per sincerarmi del fatto che stesse scherzando. Non ho ancora ricevuto risposta, spero solo che non me la mandi il buon vecchio Mark Zuckerberg sotto forma di blocco definitivo dell’account, dato che da venerdì 18, giorno dell’ingresso di Facebook in borsa con uno degli Ipo più attesi della storia, ogni azione del suo giocattolino da 104 miliardi di dollari abbia già perso il 10,99% del suo valore, attestandosi ad oggi ad un valore di 34,03 dollari per azione (dopo la chiusura di venerdì stesso a 38,23 dollari), e Mark potrebbe essere incavolato!

In definitiva: buona notte a tutti, che c’ho sonno!

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