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Stupidity as it used to be!

Un Mondo senza fine?

futuro_presente_passatoIeri sera stavo guardando l’ultima puntata della mini serie Mondo Senza Fine, tratta dall’omonimo romanzo di Ken Follett. La prima considerazione che mi sento di fare è: fortuna che ho visto solo l’ultima e mi sono salvato da quelle precedenti! Il livello della serie, per quel poco che ho visto, mi è sembrato davvero penoso, fra buchi narrativi paurosi (e non mi si dica che si doveva tagliare dal libro, perché saranno anche 1000 pagine di malloppo, ma 6 ore per svilupparle penso siano più che sufficienti) e interesse suscitato dalla storia (cosa assolutamente non presente nel libro) pari a zero, credo che difficilmente si potesse fare di peggio. Anche perché, immagino, il budget non sarà stato necessariamente da due soldi.

La seconda considerazione è stata invece di natura completamente diversa, e non riguardava ne la critica ne direttamente la serie televisiva in sé. Mi è infatti ritornata in mente una domanda abbastanza ricorrente nei miei flussuosi girovagare: “Come sarebbe stato vivere in un’altra epoca? Riesco anche solo ad immaginarmi di immedesimarmi in un contadino, o in un nobile, o in una qualsiasi altra persona vissuta, per restare in tema con la serie televisiva, nel Medio Evo?” La risposta alla seconda domanda mi è subito apparsa scontata: no. Non riesco assolutamente ad immaginarmi di aver potuto vivere in un’altra era, mi sembra un qualcosa di così fantascientifico che concepisco addirittura come impossibile che una tale eventualità avrebbe solo lontanamente potuto realizzarsi. Allo stesso tempo, logicamente, sono conscio del fatto che gli eventi nel tessuto spazio temporale  non hanno una loro logica sequenziale, e quindi il fatto che io sia nato nella fine del XX secolo e non all’epoca di Cesare, o di Carlo Martello (uno dei miei personaggi storici preferiti, sconfisse a Poitiers nel 732 gli arabi, ricacciandoli indietro da dove erano venuti per la prima volta in un secolo di storia a partire dalla morte di Maometto), è puramente dovuto al caso. Insomma, prendendo ispirazione da Woody Allen, non sono un Gin/Owen Wilson del film Midnight in Paris che pensa che l’epoca in cui avrebbe voluto (e potuto) vivere, era quella della Generazione Perduta. Ma qual’è la risposta che mi sono dato alla prima domanda?

Quella è molto più semplice ma potenzialmente più complessa. Chi non vorrebbe vivere in un’altra epoca diversa dalla propria? Poco conta che durante il discorso alla laurea di mio fratello un suo professore, nonché relatore, intervenuto prima della cerimonia d’investitura degli studenti al “Sacro Ordine della Bocconi Unita”, ha spiegato di come questo sia il momento migliore per vivere, data la grande possibilità di cure, di istruzione e di quant’altro ogni essere umano possa desiderare. Tutti almeno una volta nella vita abbiamo voluto essere qualcun altro da un’altra parte (inteso dal punto di vista temporale e non geografico). E quindi, anche io, sogno, o ho sognato, di poter essere qualcun altro da un’altra parte. Ciò che potenzialmente rende complessa la risposta è però la parte in cui si comincia a pensare chi si vorrebbe essere e in quale altra parte della storia. Meglio il passato o il futuro? Meglio un personaggio famoso o uno qualunque? Meglio in una grande città o in campagna? Meglio sulla Terra o in un Mondo sconosciuto? Ovviamente il futuro è un’incognita e il passato qualcosa di semi-conosciuto, quindi la possibilità di scelta la vedo molto legata al carattere di ognuno di noi. Uno più propenso al cambiamento e all’avventura verso lo sconosciuto preferirebbe scegliere di proiettarsi nel futuro, l’ignoto? Viceversa, persone più timorose preferirebbero rigettarsi in un passato già conosciuto? Sicuramente sto dicendo qualcosa di scontatissimo, e perderò decine di migliaia di lettori giornalieri, però arrivato a questo punto il mio pensiero si ferma. Io personalmente vorrei vivere nel futuro, qualora dovesse esserci un futuro per la specie umana, e non me lo domando per via dell’imminente fine del mondo profetizzata dai maya, ma per via delle catastrofi che l’uomo si sta tirando addosso da solo. Vorrei avere un JetPack, magari una tuta che mi permetta addirittura di volare, o più semplicemente la possibilità di esplorare lo spazio. Tutto ciò nonostante sia sempre stato un appassionato di storia, e magari mi piacerebbe viaggiare indietro nel tempo a conoscere personaggi sui quali ho letto libri e racconti. Ma non è mica detto che siccome a qualcuno piace mangiare, questo debba per forza di cose essere un cuoco, come dice spesso mio padre!

E quindi? E quindi boh…per gettarmi nel futuro intanto penso che fra poco andrò a letto, così domani mattina non mi insulterò eccessivamente al momento di alzarmi. Tutto il resto è il nulla!

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