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Stupidity as it used to be!

Una fine del mondo MayAvvenuta

15180605-sfondo-calendario-mayaA tutti gli assidui lettori di questo blog chiedo subito scusa, per due motivi. Uno è l’argomento, l’altro il ritardo con cui lo tratto. Capirete che per essere un blog serio basato sulla pseudo fantascienza, non posso esimermi dal parlare della fine del mondo, che secondo i Maya sarebbe dovuta avvenire il giorno 21/12/2012, e che alla fine ha però pensato bene di non farsi venire. Che dire? Prima di tutto che mi sento sollevato. Nei giorni prima della tanto annunciata fine del mondo, non ne potevo più di sentire chiunque parlare di quest’argomento, tant’è che mi era addirittura presa l’ansia da impreparazione. Il che è strano, dato che questo non mi capitava nemmeno quando davo gli esami universitari consapevole di non aver studiato per lo meno un terzo del libro. L’argomento è inoltre spinoso, essendo stato trattato in ogni salsa e sotto ogni punto di vista da esperti, non esperti, scaramantici, registi, cantanti showmen, showwomen e via dicendo, che hanno sfruttato l’occasione per fare film/canzoni/programmi e quant’altro ne venisse dietro. In poche parole, alla gente sono stati trifolati talmente tanto i porcini, che me stesso nella mia suprema persona pensa che non ci sia niente da aggiungere a riguardo. Ma purtroppo dovrò farlo. E’ un dovere giornalistico il mio, spero lo comprendiate.

Prima di tutto partiamo da ‘sti menarogna che ce l’hanno tirata da centinaia di anni di distanza. Chi erano i Maya? I Maya erano una popolazione nativa del centro america, e geograficamente si collocavano al centro America, in uno spazio che va dalla penisola dello Yucatan fino all’Honduras e a El Salvador. La loro storia risale al 1500 a.C. e può essere divisa in tre grandi epoche: il periodo Preclassico, che va appunto dal 1500 a.C. fino al 317 d.C, il periodo Classico (a sua volta suddiviso in Classico Arcaico, Medio Classico e Classico Finale) che giunge fino al 987, e, infine, il periodo Postclassico, che dura tutt’ora. Come tutt’ora? Ebbene sì, perché nell’attuale Messico si stima che al momento vivano ancora 6 milioni di persone appartenenti alla cultura Maya. O forse esistevano fino all’altro ieri, dato che, per quanto ne so io, nel frattempo potrebbero essere stati linciati per l’errore dei loro padri nel pronosticare un qualcosa di tanto galattico, che alla fine non si è visto nemmeno col microscopio.

Maya.svgDal punto di vista culturale i Maya erano una popolazione molto avanzati, tant’è che, nonostante non ci abbiano lasciato moltissime iscrizioni, sappiamo che avevano tre diverse modalità di scrittura della loro lingua, una ideografica, una semi fonetica semi ideografica e una completamente fonetica. Proprio per la mancanza di una forte presenza di reperti, l’umanità non Maya è riuscita a decifrarla solo nella seconda metà del XX secolo. Sulle poche lastre e libri rinvenuti, è riportata una buona parte della loro storia, che siamo stati così in grado di ricostruire abbastanza fedelmente. I Maya avevano inoltre un curioso metodo per segnare i numeri, fatto di un panino (che indicava lo zero), dei punti (1 per uno, 2 per due ecc fino a 4) e di linee (1 linea uguale 5 punti, fino al venti, quindi 5 linee uguale venti, dopo la quale si ricominciava da zero). Tra l’altro, per loro la matematica era qualcosa di legato indissolubilmente alla religione e rappresentava forme di conoscenza e di controllo delle energie sacre emanate principalmente dagli astri, che erano appunto considerati degli dei. Aggiungendo un piccolo inciso personale, almeno erano un poco meno malati dei loro vicini Aztechi, che ai loro dei offrivano in dono sacrifici umani. Il problema legato a questo rituale di sacrificio era però che, spesso, i sacrificati erano guerrieri delle tribù nemiche, che portavano agli dei sopracitati più sangue dei sacrificanti che proprio. Controindicazioni non da poco, diremmo noi.

E quindi? E quindi non lo so. Non ho davvero voglia di parlare di un argomento che mi ha stufato per 5 anni, sul quale sono state spese miliardi di parole, dal quale migliaia di persone hanno cercato di scappare rifugiandosi a Cisternino e Alberobello in Puglia, perché lì la fine del mondo non sarebbe arrivata! Prendete quindi il mio articolo come una piccola lezione storica su qualcuno del quale avete sentito parlare per un bel po’ di tempo, e del quale tutti, io in primis, sapevo davvero poco. Buona giornata a tutti.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 23, 2012 da in Attualità, Eventi Storici, storia con tag , , , , .

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