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Stupidity as it used to be!

Attenzione, attenzione, incomincia la Terra Formazione!

terraforming15_17Dopo mesi di vuoto assoluto, testimoniati dal fatto che il mio ultimo post risalga al 20 maggio di quest’anno e che in soldoni si tramuta in 158 giorni di completa astinenza dalla scrittura, nel corso dell’ultima settimana avevo intuito che qualcosa si stava smuovendo nel mio emisfero ispirazionale. Intendiamoci, fino a ieri mezzogiorno immaginavo che avrei scritto qualcosa che mi sembrava potesse funzionare, trattando però argomenti che normalmente non sono da me approfonditi, come quello della politica. Non sulla politica in senso stretto, più sulla metapolitica a dire il vero. Su come da anni legga editoriali sul Corriere della Sera o su altri quotidiani (principalmente online) in cui si parla di punto di non ritorno per l’Italia, di come i politici debbano svegliarsi perché se non prendiamo il treno ora non lo prenderemo mai più e di come l’Italia sia sempre ultima in tutte le classifiche che contano dell’UE e prima in quelle che sarebbe meglio non considerare. E di come però ogni giorno l’ultimo treno se ne va lo stesso, perché nessuno lo prende e i politici continuano a fregarsene della situazione italiana, passando 3 mesi a discutere di stupidate come la decadenza di un loro simile, grazie al quale siamo presi in giro in tutto il mondo ma che 10 milioni di italiani continuano a considerare l’unico appiglio fondamentale per la ripresa del nostro Paese. E dopo una settimana in cui non ne parlano, ricominciano a farlo quella dopo. Addirittura Ernesto Galli della Loggia, non si sa ancora come, forse perché il parlamento è in ritardo con i pagamenti settimanali, ha incominciato ad accorgersi che forse qualcosa negli ultimi 20 anni non ha funzionato.

Ma non parlerò di tutto questo, anche se non è detto che non lo farò in futuro, perché sarebbe sì stimolante sparare una serie d’insulti a politici a caso tentando di nasconderli dietro delle frasi incomprensibili, ma oggi mi è arrivata l’Ispirazione con la I maiuscola, quella dei tempi d’oro! E quindi vi parlerò di una cosa che mi fa sognare in una maniera incredibile e sulla quale ho visto un documentario oggi sul National Geographic Channel e del quale vi riporterò. Purtroppo, dovessi anche campare 500 anni ancora, il mio desiderio di vedere realizzato questo progetto sarà probabilmente deluso, data la fantascientificità che è insita in se stesso: sto parlando del progetto di terra formazione di Marte.

Molti di voi sapranno di cosa sto parlando, molti altri probabilmente staranno pensando che mi sono fumato un cannone prima di cominciare a scrivere, Andre ne è profondamente convinto. Comunque, vi spiego in parole povere di che si tratta: si tratta di un processo attraverso il quale rendere un pianeta (in questo caso Marte), da arido e desertico a uno simile alla Terra, e quindi abitabile dall’uomo e in genere da tutte quelle altre forme di vita che come noi possono sopravvivere solo in ambienti con presenza di ossigeno respirabile. Affinché questo possa avvenire, sul pianeta da terra formare devono coesistere alcuni fattori: primo fra tutti che ci sia un’atmosfera, anche flebile e molto meno densa di quella della Terra com’è appunto quella di Marte, che una volta rinforzata sarà capace di trattenere l’ossigeno dopo che il pianeta avrà cominciato la sua terra formazione; che il pianeta abbia delle dimensioni abbastanza elevate, in maniera tale da riuscire a trattenere l’atmosfera una volta che questa sarà stata “potenziata”; che il pianeta sia nella fascia abitabile di una qualsiasi stella, possibilmente di dimensioni non eccessivamente diverse da quelle del Sole; e, ultimo ma non meno importante, che sul pianeta siano presenti delle sostanze in grado di favorire il processo (nel sottosuolo, nei ghiacci presenti in superficie, nella terra).

Ma come si dovrebbe fare per terra formare un pianeta? Innanzitutto non sarebbe un processo veloce, occorrerebbe non meno di un secolo anche nella migliore delle ipotesi solamente per poter cominciare a creare un habitat che possa lontanamente definirsi terrestre. In ogni caso, la prima cosa da fare per terra formare un corpo celeste, Marte nella fattispecie, sarebbe quella di riscaldarlo. Marte infatti al momento è eccessivamente freddo per poter ospitare la vita e per far crescere le piante in grado di trasformare l’anidride carbonica in ossigeno. Purtroppo esso è freddo sia in superficie che all’interno, data la scarsità della sua atmosfera che da miliardi di anni non riesce a trattenere il calore del pianeta, tant’è che nonostante la relativa vicinanza al Sole, la temperatura media di Marte è di -63°C.

Prima di proseguire oltre è necessaria una piccola parentesi: siccome si è sicuri che in un periodo risalente a circa 3 miliardi di anni fa Marte avesse un’atmosfera stabile e acqua allo stato liquido in superficie, è credenza che i ghiacci permanenti contengano grandi quantità di anidride carbonica e di altri gas serra. Riscaldare il pianeta provocando lo scioglimento dei ghiacciai, permetterebbe al contempo di far fluire grandissime quantità d’acqua nel pianeta, di liberare dalla loro “prigione” gelata i gas che dovrebbero contribuire alla creazione dell’atmosfera e ad innalzare ulteriormente la temperatura media di Marte, generando un circolo virtuoso che aiuterebbe la terra formazione. Prima che si arrivi a questo punto, bisognerebbe però aver riscaldato precedentemente il pianeta di almeno 30°C. Va inoltre considerato che i due rovers spediti dalla NASA su Marte, Spirit e Opportunity, analizzando il suolo marziano hanno scoperto che il terriccio che ricopre il pianeta, e che gli da il tipico colore rosso, ha un altissimo livello di acidità e, cosa più importante ancora, reagisce con l’acqua rilasciando anidride carbonica nell’aria che aumenterebbe notevolmente l’effetto serra. Insomma, possiamo tranquillamente dire che Marte sia un’enorme Aspirina, e che se non si sta attenti potrebbe effervescere via senza che nemmeno noi ce ne si accorga. Ovviamente Marte non effervescerà via come se niente fosse, meglio tranquillizzare subito tutti voi lettori suscettibili.

Quanto ho appena detto, può sembrare fantascienza, e infatti lo è (applausi prego). Di metodi per riscaldare a sufficienza Marte ce ne sarebbero a bizzeffe, dai più invasivi e fantascientifici (causare una pioggia di meteoriti o bombardare con bombe ad idrogeno la superficie marziana sono i più allettanti per un qualsiasi nerd che si rispetti) a quelli pur sempre fantascientifici ma più conservativi della struttura del pianeta (costruire delle enormi vele solari che convoglino più luce solare possibile sui poli o creare industrie capaci di produrre enormi quantità di gas serra). Comunque se c’è una cosa che l’uomo ha dimostrato di saper fare negli ultimi 150 anni, è stato proprio di saper come si fa a surriscaldare un pianeta. Quindi guys, no hay problemas!

Se questa fase dovesse andare a buon fine, inizierebbe a quel punto l’operazione di creazione ambientale vera e propria, con l’importazione di vegetazione dalla Terra, inizialmente licheni e muschi, ed in seguito i primi alberi, che dovranno trasformare l’anidride carbonica sviluppatasi nel processo in ossigeno. Ultima, ma non meno importante, sarebbe finalmente l’importazione di specie animali per popolare finalmente quel bel giardino che sarebbe diventato Marte. Quanti secoli saranno passati da quando il primo ghiacciolo alieno aveva iniziato a sciogliersi? Non si sa, di sicuro più di due.

Bella, e poi? E poi niente! Si sa già la fine che farebbe questa eventuale nostra creatura (musichetta malinconica in sottofondo). Un bel giorno, fra più o meno 5 miliardi di anni, il Sole comincerà ad ingrandirsi, assorbendo prima la Terra, e in seguito Marte, prima di spegnersi lentamente chiudendo il suo ciclo vitale, determinando così la fine di quel piccolo spazio di universo che per l’umanità ha rappresentato la prima casa. And that’s it folks.

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Un commento su “Attenzione, attenzione, incomincia la Terra Formazione!

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