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Mars One – Dalla Fantascienza con Furore

mars1Quando l’altro giorno ho scritto questo post sulla terra formazione di Marte avevo intenzione di fare un articolo suddiviso in due parti sul pianeta rosso in cui parlavo prima dell’eventualità di una sua terra formazione appunto, e nella seconda di un progetto chiamato Mars One, e sul quale potete trovare informazioni sia sul sito web che sulla pagina facebook del progetto. Poi però dato che per una volta in vita mia mi sembrava di aver trovato una bella frase di chiusura, e senza cercarla tra l’altro, e l’articolo era comunque già lunghetto di per se, ho deciso che avrei fatto due articoli separati. Ho pensato che potessi scrivere più cose e il mio contatore delle visite ne sarebbe anche stato contento. E quindi beccatevi la mia bilogia su Marte, toh!

Cominciamo quindi dal principio: “Di che diavolo stai parlando quando ci parli del progetto Mars One, Ste?” E’ presto detto, vi sto parlando del primo reale progetto in fase di sviluppo, portato avanti da una società olandese, che si pone come missione l’installazione di una comunità di persone sul suolo marziano nel giro di 10 anni a partire da ora. Come? Innanzitutto raccogliendo circa 6 miliardi di dollari, che è più o meno quanto gli ideatori del progetto pensano arriverà ad essere il costo della missione. Dopodiché spedendo fisicamente su Marte un determinato numero di persone, selezionato accuratamente fra le 78 mila richieste pervenute al sito della società che ha lanciato l’iniziativa. I 6 miliardi di dollari saranno raccolti attraverso la costruzione del più grande show mediatico mai andato in onda, che chiunque in qualunque punto della Terra si trovi potrà seguire, grazie ad una diffusione sulle televisioni di tutti il mondo e con il massiccio utilizzo dei mezzi di comunicazione che sono sinonimo stesso di modernità, internet   e i social network; oltreché alla raccolta di donazioni di privati che entusiasti del progetto saranno disposti anche a finanziarlo in maniera concreta e massiccia. In fondo, 6 miliardi di dollari in 10 anni sono solamente 600 milioni di dollari l’anno, non certo una cifra da poco ma nemmeno fuori da qualsiasi schema di pensiero.

Ora, 10 anni possono sembrare tantissimo, però in realtà per via dell’argomento trattato stiamo parlando praticamente di mars3domani mattina. Come fare in modo che una volta che queste x persone siano arrivate su Marte ci possano anche restare? Sì perché, by the way, il punto cardine del progetto non è spedire con diritto di restituzione un poveraccio su un’isoletta al largo del mar Mediterraneo, ma inviare con un corriere espresso con indicazione solo andata un gruppo di persone a 210 giorni dalla Terra. Le tappe di avvicinamento sono già iniziate con il processo di selezione della prima squadra di 4 persone che partirà nel 2022. In seguito nel 2016 il primo satellite permanente per le telecomunicazioni sarà spedito su Marte, in seguito al quale seguirà un Rover nel 2018 che avrà il compito di trovare il punto migliore in cui far fiorire la missione. Due anni dopo, nel 2020, comincerà la parte più fantascientifica del progetto, ovvero la spedizione delle unità abitative e quant’altro servirà agli astronauti una volta arrivati sul pianeta. Unità abitative che saranno montate automaticamente da alcuni Rovers addetti al compito. Se fino a quel momento tutto sarà andato per il verso giusto, nel settembre 2022 sarà finalmente il momento della partenza dei primi uomini che poseranno un piede sul pianeta rosso e che arriveranno a destinazione dopo circa 7 mesi di viaggio interplanetario. Da qui in avanti la procedura di partenza materiale e persone sarà ripetuta ogni due anni, e lentamente il primo insediamento umano su Marte comincerà così a prendere forma e vita.

mas2Come direbbe il mitico Ocram, Tutto Molto Bello! Esatto, tutto molto bello. Ma come potrebbe essere portata avanti una simile missione? Siamo già arrivati ad un avanzamento tale da permetterci di intraprendere avventure spaziali di questo tipo? Sul sito del progetto Mars One viene ci rispondono che sì, abbiamo raggiunto un livello tecnologico tale da poter intraprendere con una certa sicurezza una spedizione di questo tipo. Tutte le componenti necessarie tanto per la spedizione vera e propria, quanto per quello che sarà necessario per vivere su Marte, sono attualmente sviluppate e disponibili, e per ognuna di esse è già stato trovato almeno un fornitore disposto ed in grado di assecondare le richieste che una missione così complicata comporta. Molti di essi hanno già contribuito alla riuscita di precedenti spedizioni lunari e marziane (nel secondo caso ovviamente non umane) e all’invio nello spazio di satelliti e Space Shuttles, sono partner abituali della NASA, della ESA, dell’agenzia spaziale Russa, Giapponese e di molte altre minori. Si dicono in grado di poter provvedere con tecnologie già collaudate all’ottima riuscita della missione riuscendo per questo motivo a limitare i costi, tenendo sempre a mente di che ambito si tratta e che quindi il fattore economicità è relativo.

Insomma, a scapito di attese che sembravano doversi protrarre se non per secoli sicuramente per decenni, siamo già arrivati al punto in cui l’uomo arriverà davvero su Marte? Siamo già di fronte ad un incredibile, spaziale, interplanetario passo per l’Umanità? Sembra di sì, e non vedo l’ora che questo immenso e meraviglioso progetto si realizzi. Per tutto il resto, MasterCard può anche attaccarsi.

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