BACK IN ME

Stupidity as it used to be!

Viaggio al Cimitero delle Idee

hyperuraniumL’altro ieri mattina ero in ufficio. Sì, era domenica ed ero in ufficio a lavorare, dalle 8.30 di mattina. Sembra strano ma è così. Il fatto di per se non è completamente rilevante ai fini di quello di cui andrò a parlarvi, ma proprio mentre ero in ufficio mi è venuta un’idea. Una di quelle belle, brillanti, che ti fanno battere il cuore (come direbbe Kevin Costner nei panni di Mr. Brooks nell’omonimo film del 2007 diretto da Bruce A. Evans). Ho subito capito che scrivere un’articolo che scaturiva da un’idea simile avrebbe portato un prestigio incredibile al mio blog, ancora più incredibile del fatto che il primo articolo su Marte scritto un paio di settimane fa sia stato per qualche giorno nella prima pagina di google con la ricerca “terraformazione”. Vabbè, non esageriamo, forse non così tanto, ma almeno la metà senza dubbio!

Ebbene, cos’è successo? E’ successo quello che succede tante volte quando ho a che fare con la mia memoria a breve termine: ossia che non avendo riportato per iscritto o soltanto segnandomelo mentalmente, mi è scappato questo meraviglioso pensiero. Puff, andato via, perso per sempre, Laura se n’è andata e non ritorna più. Anzi no, quello era Marco, non Laura. Laura non c’era. Purtroppo è una situazione che conosco benissimo. Mi succede spessissimo di entrare in casa sapendo di dover fare un qualcosa, e se mi distraggo per mezzo secondo mi dimentico la cosa per cui magari ero tornato in casa, o dimenticando qualcosa che la prima volta che ero uscito avevo con me (spessissimo le chiavi della macchina), dovendo così tornare indietro ancora, fino a quando non avrò finalmente preso tutto quello che mi serve. Non avete poi idea di quante lavate di capo mi sia preso perché dimenticavo mezzo secondo dopo che mi era stato detto di fare cose che mio padre mi chiedeva.

In queste occasioni mi sono sempre domandato, ma come posso fare per ricordarmi di fare qualcosa che se non faccio in due secondi viene rimossa completamente dal mio cervello come se non fosse esistita? La risposta a cui più spesso sono arrivato è che devo modellare la situazione in modo tale che, seppure il mio cervello si dimentichi dell’azione da compiere, non possa però fare in modo di non accorgermene in un secondo momento. Per tanto, se devo uscire con qualcosa, lo metto sotto le chiavi, oppure interrompo quello che sto facendo per andare a posizionarlo direttamente nel portafoglio o nello zaino di atletica etc. Però non sempre questa tattica funziona, per l’impossibilità di compiere l’azione nel momento stesso in cui ci penso. Quindi problema non risolto. Comunque, ieri mi sono chiesto per la prima volta: ma tutte queste idee che molto spesso mi vengono e che io perdo irrimediabilmente, che fine fanno? Muoiono e vanno in un cimitero delle idee, o in un oltremondo delle idee dove diventano dei fantasmini e incontrano tutti gli altri fantasmini delle mie idee perse per sempre? Come prospettiva sembra interessante, e non vedo nulla di più affascinante che poter un giorno sbloccare un passaggio ultra terreno a questo mio Iperuranio per poter finalmente riavere indietro quello che mi spetta.

L’Iperuranio, per chi non lo sapesse, è un concetto che è stato espresso da Platone nel suo Fedro, e, in parole povere, è un mondo al di la del cielo dove risiedono tutte le idee perfette ed immutabili e che può solo essere raggiunto tramite l’intelletto. Non può essere pertanto corruttibile e modificabile da qualsiasi essere terreno. Importante è il suo posizionamento oltre la volta celeste, in quanto il cielo era visto in passato come il limite estremo di tutto quanto fisico, e l’idea di un mondo completamente non fisico situato oltre il limite estremo della fisicità ben si adattava a quest’intuizione di Platone.

Sempre secondo il filosofo greco, tutto quanto di fisico e terreno può essere rapportato alle idee presenti nell’Iperuranio, che sono infatti indispensabili per l’esistenza delle cose. Questo rapporto tra mondo delle idee e terreno si verifica in tre modi differenti: con un rapporto di mimesi, nel quale le creazioni terreni sono semplicemente delle copie mal riuscite delle idee perfette dell’Iperuranio; con un rapporto di metessi, nel quale gli oggetti terreni con il loro essere fisici danno esistenza alle idee; e con un rapporto di parusia, che al contrario vede l’incarnazione delle idee all’interno degli oggetti. In qualsiasi di queste tre opzioni, è palese come le idee siano fondamentali per far sì che qualsiasi oggetto possa esistere, ed è altrettanto chiaro come si concretizzi la superiorità dell’Iperuranio sul mondo reale.

Insomma ragazzi, tutto questo per dirvi che la mia speranza un giorno di riavere a disposizione le mie idee non è del tutto persa. In fin dei conti, come ci insegna Neil Burger in Limitless, il nostro cervello è molto più potente di quanto noi possiamo immaginare, ed ha una capacità d’immagazzinamento paurosa, e fortunato quindi chi riesce a riuscire ad estrarre da esso tutte le informazioni a lui necessarie in qualsiasi momento gli servano. Ma purtroppo questo qualcuno attualmente non sono io. Peccato. Male che vada potrei provare con un poco di NZT.

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