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Stupidity as it used to be!

Che l’Ibernazione sia con noi

criogenesiVi è mai capitato di farvi la seguente domanda: Come sarebbe stato vivere in un’altra epoca? A me sì, e lo so, ne ho già parlato qua, ma che ci posso fare, si vede che ormai sto invecchiando e tendo a ripetermi. All’epoca avevo detto che avrei voluto vivere nel futuro avessi potuto scegliere, e la mia idea non è assolutamente cambiata di una virgola. Io vorrei senz’alcun dubbio vivere nel futuro. E non in un futuro prossimo, bensì in uno di quei futuri che si sognano da bambini, con i JetPacks, le macchine volanti, con i viaggi interplanetari o addirittura interstellari. Un futuro in cui chiunque potrà volare da una parte all’altra del mondo, libero come un uccello e senza necessità di dover fare code interminabili negli aeroporti in cui si viene controllati fino al buchino che ci ritroviamo fra le chiappe per colpa di qualche terrorista che ha deciso di far saltare degli aerei! Insomma, un futuro da fantascienza.

Beh, da ora, da qualche anno in realtà, questa possibilità potrebbe diventare reale. In che maniera? No ragazzi, purtroppo ancora nessuno ha inventato la macchina del tempo, rassegnatevi. Ma, per nostra fortuna, qualcuno è riuscito a mettere in pratica un meccanismo che permetterà di viaggiare nel tempo senza necessità di smaterializzazioni o teletrasporti, all’unica condizione di avere un po’ di denaro da investire e di essere nel punto giusto al momento giusto quando tutto terminerà per noi. Di che sto parlando? Naturalmente della criogenesi, meglio conosciuta anche come ibernazione! Perché ebbene sì, da qualche tempo l’ibernazione non è più uno di quei processi che incontriamo guardando film di fantascienza come Avatar o Prometheus sognando che un giorno potrà essere finalmente inventata. E’ un qualcosa di reale, già sperimentato ed assolutamente replicabile.

Non credo ce ne sia bisogno, ma mi cimento comunque in una spiegazione di cosa sia l’ibernazione. L’ibernazione è uno stato nel quale le funzioni corporee sono portate al minimo tramite un processo di raffreddamento, tali che il corpo umano, o animale, possano conservarsi per lunghi periodi utilizzando il minor quantitativo di energia indispensabile. Una sorta di letargo assistito, se così vogliamo chiamarlo. In molti film di fantascienza è una forma utilizzata per rendere possibili i viaggi interplanetari di durata relativamente lunga, durante i quali gli umani presenti a bordo delle astronavi vengono appunto criogenizzati per fare in modo che le riserve da trasportare di qualsiasi tipo, dal cibo all’aria, siano ridotte al minimo, e al tempo stesso che la concezione della durata del viaggio venga nettamente diminuita rispetto a quanto avviene realmente.

Ultimamente nella medicina sta prendendo corpo l’idea della criogenesi come possibile metodo di cura per alcuni tipi di malattie, che richiedono un intervento rapido affinché la cura sia efficace, o che i danni causati da un trauma siano meno ingenti. In particolare è il caso dei problemi legati al decorso post infarto, nel qual caso proprio grazie alla criogenesi si riesce a limitare in maniera notevole possibili danni cerebrali. In che maniera? Parliamo in questo caso di ipotermia, e non di ibernazione, ma il processo è lo stesso: si va ad agire su pazienti in stato di blocco cardiaco, ponendo su di essi delle placche adesive rettangolari contenenti un gel che abbassa la temperatura corporea a 35 gradi centigradi. Questo metodo consente di diminuire la richiesta di sangue dal cervello, riuscendo a salvaguardarne per  più tempo le funzioni nonostante lo scarso afflusso sanguigno e preservando pertanto l’organo da futuri danni seguiti all’infarto.

La scienza ha trovato il modo di fondere queste due filosofie sulla criogenesi in maniera tale che potessero portare un beneficio reale a chiunque ne volesse fare uso. In particolare, la Alcor Life Extension Foundation di Scottsdale, Arizona, permette ad ogni persona di poter usufruire di un servizio di ibernazione una volta morti. A che pro, penserete voi, se tanto sono morto? Con il seguente intento: la Alcor ha infatti sperimentato un metodo grazie al quale una persona appena dichiarata legalmente morta può sperare di venire resuscitata in futuro grazie alla preservazione integrale del suo corpo. Una soluzione di glicerina, che servirà a mantenere intatte le vene e tutti gli organi vitali, verrà iniettata all’interno del corpo della persona morta, andando a sostituirne il sangue precedentemente presente. In seguito, il corpo iniettato di questo liquido verrà inserito a testa in giù in una vasca di acciaio, molto simile a quelle utilizzate per produrre vino e birra, in cui sarà presente azoto liquido alla temperatura di -200°C circa. Da quel momento in poi si sarà ufficialmente ibernati, in attesa di venire un giorno risvegliati a nuova vita. Il tutto alla modica cifra di 3.600 dollari l’anno da versare dal momento della sottoscrizione del contratto con la fondazione, fino a morte avvenuta o ad un tetto massimo di 175.000 dollari (circa 130.000 €).

Attualmente, in conservazione nei sotterranei della Alcor Foundation risiedono un centinaio di pazienti, con una lista di attesa che ne conta però più di 800, il più famoso dei quali è Ted Williams, ex veterano della seconda guerra mondiale nonché giocatore di baseball tra i professionisti americani della MLB per 19 stagioni, dal 1939 al 1942, e dal 1946 al 1960. Williams, che avrebbe voluto essere cremato dopo la morte, è stato in realtà messo in stato di conservazione criogenetica dai due figli John-Henry e Claudia.

testaUn particolare alquanto macabro legato alla Alcor è che la fondazione da la possibilità, con uno sconto notevole di circa il 60% (arrivando ad un prezzo di 60.000 €), di conservare solo la propria testa, per fare in modo che una volta riportati in vita si venga messi su un corpo differente da quello originario, dato che l’unico organo realmente irrimpiazzabile di un essere umano risulta essere il suo cervello. Vi ci immaginate in un acquario stile teste parlanti dei personaggi di Futurama? Curiosità, di questo tipo di ibernazione se ne parla anche nell’episodio 23 della prima stagione di X-Files, che mostra una clinica del tutto simile alla Alcor denominata Mahon.

Il problema principale legato a questo metodo è che l’unica possibilità di riuscire nell’intento è quella di essere criogenizzati a meno di sei ore dalla morte, tempo oltre il quale sarà infatti impossibile cominciare il trattamento. Questo lascia infatti molti buchi neri nel caso in cui non si muoia in una struttura convenzionata con la fondazione Alcor, per esempio nel caso di un incidente stradale, e considerando che per ora le strutture convenzionate sono davvero pochissime (di cui nessuna in Italia), se uno sa che sta per tirare le cuoia ed ha speso 130.000 sacchi per venire ibernato, è meglio per lui che si trasferisca negli Stati Uniti  in fretta e furia, per non rischiare di aver buttato una piccola fortuna al vento.

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