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Stupidity as it used to be!

Interstellar in da Brain

89b39b71-d4d1-4506-9e2d-f1fc68a6bbdd-620x372Sono appena uscito dal cinema, dove sono andato a vedere Interstellar, l’ultimo film di Christopher Nolan, regista capace di regalarci filmacci da nulla come Memento o Inception, giusto per citarne un paio. Può sembrare un fatto come un altro, ma non lo è per niente. Intanto perché mi ha lasciato talmente tante sensazioni che nemmeno so da dove partire per descriverle. Andando in ordine strettamente fisiologico per importanza, partiamo da quelle primarie: una fame da lupi, anche se ancora non capisco se è semplicemente fame o la sensazione di un vuoto allo stomaco legato al gasamento che mi ha provocato. Secondariamente, appunto mi ha lasciato un gasamento fuori dal comune. E’ come se una scarica mi percorresse tutto il corpo, partendo dai piedi e arrivando fino al cervello, tant’è che in macchina guidando per tornare a casa sentivo le gambe molli come dopo un lattacido in piena preparazione invernale, e un tremolio alle gambe così forte che sembrava di essere appena scesi da un viaggio di 3 ore sulle montagne russe. Infine un’ispirazione alla scrittura che erano mesi che aspettavo.

Devo essere sincero, da tempo ormai stavo iniziando a chiedermi quando il mio blocco dello scrittore si sarebbe esaurito. Guardavo il blog e rileggevo vecchi articoli nella speranza che mi comunicassero qualcosa, ma niente da fare. Sarà stato poi un segno del destino o meno, ma oggi durante un lungo di 16km con i miei nuovi compagni d’allenamento è venuto fuori l’argomento blog, dato che uno dei suddetti nuovi compagni d’allenamento lo aveva scoperto giusto in questa strana mattinata di lunedì 10 novembre 2014. Era quindi forse un segno del destino che oggi doveva essere il termine ultimo della mia mancanza di ispirazione? boh, i dietrologi ci leggano quello che vogliono. Io penso di sì. Sono arrivato ad un punto tale d’ispirazione che nemmeno ho deciso che direzione dare all’articolo. Scrivo a getto, come viene viene, tanto poi rileggo e non correggo quando sono in questo stato, quindi tanto vale nemmeno pensarci su troppo e via.

Che cosa mi ha colpito di più di questo film tanto da lasciarmi così allucinato? Per iniziare, subito una cosa: le prime scene del film mostrano una navicella spaziale in chiara avaria, ma la cosa sorprendente non è tanto la scena in se, quando il rumore incredibilmente alto del suono e delle vibrazioni da esso causate. Sei lì seduto nella tua bella poltroncina ipercomoda dell’Uci di Marcon, il film è iniziato da 30 secondi e improvvisamente ti ritrovi come dentro un BlendTec. E’ un bel modo che ha Nolan per dirci: “ragazzi, benvenuti, non sedetevi troppo comodi perché sto solo per sconvolgervi l’esistenza.” Proprio così.

Non so benissimo come girarci intorno, data anche l’ora tarda, quindi la sparo fuori subito e mi tolgo il dente. L’unica recensione che avevo leggiucchiato su Interstellar recitava qualcosa del tipo “il nuovo 2001: Odissea nello spazio”, al che mi ero quindi tenuto ben lontano da qualsiasi altra cosa scritta sull’argomento. Come prepararsi ad un film del genere con recensioni e discussioni con amici, se le premesse sono di un film che non è catalogabile, se non in due diverse categorie che corrispondono a “Film che cambierà la nostra concezione dei film di Fantascienza dei prossimi 30 anni” o “flop interqualsiasicosa di qualsiasisempre”? Non si può, perciò alla prima occasione possibile mi sono semplicemente fiondato a vederlo. Aggiungo ora un piccolo consiglio: cercherò di non spoilerare nulla, ma se siete intenzionati a vedere Interstellar al cinema, vi consiglio di non proseguire oltre nella lettura e di riprenderla quando avrete visto il film.

E quindi? E quindi non penso che ci siano molti altri modi di dirlo: è e resterà uno di quei film che se uno è appassionato di fantascienza non può perdersi, e che, nel bene o nel male, sarà ricordato come uno dei tentativi più arditi degli ultimi anni di riuscire a creare qualcosa di davvero stupefacente e memorabile. Forse non è il nuovo 2001: Odissea nello spazio, anche perché solo il tempo potrà dirci se fra 30 anni lo ricorderemo come ricordiamo il capolavoro assoluto di Kubrick, che ancora adesso a distanza di 46 anni dall’uscita divide, fa riflettere ed emozionare, ma di sicuro è quanto meno avvicinabile a quel titolo. Innanzitutto per l’ambientazione e le tematiche trattate. Nel corso del film si parla di viaggi interstellari, di evoluzione della specie umana, ci vengono mostrate scene molto rilassanti e tranquillizzanti, ambientate nello spazio con il solo sottofondo di musiche bellissime perfettamente studiate da Hans Zimmer, mischiate a scene ad altissima tensione ed intensità. I protagonisti di questo viaggio si spostano all’interno di wormholes che ricordano molto il viaggio psichedelico di quelli di 2001. Lo stesso fattore spazio-temporale è più volte citato e questionato nel corso del film da Cooper. Il tutto condito da una base scientifica che forse risulta più semplice di quanto possa sembrare, e sulla quale vorrei informarmi di più (ma non ora che casco dal sonno e dalla fame), e che si basa anche per prima sullo studio dei buchi neri, argomento che sicuramente accenderà le fantasie di tutti gli appassionati che si approcceranno alla visione di Interstellar ora o nei secoli a venire, dato che difficilmente sarà un campo foriero di grossi avanzamenti conoscitivi nei prossimi chissà quanti decenni. Ora mi fermo qua e mi butto a letto, promettendo che se avrò più notizie su quanto lasciato in sospeso, non lesinerò un secondo articolo sulla questione. Per il momento è tutto.

Good Night and Good Luck (especially to me)

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3 commenti su “Interstellar in da Brain

  1. Owen Ransen
    novembre 15, 2014

    Non ho letto oltre, magari vedo il film… cmq e’ la prima volta che vedo “spoilerare” come parola! Aparte la recensione di il film, un blog piu “personale” sarebbe gradito…

    • Owen Ransen
      novembre 15, 2014

      My family, who you know well, has said I always complain, and I needed to be more positive. What I liked about your blog article was the description of how a 16km (sixteeen kilometeres! you’re mad!) restarted your creative juices…

      • longosteph
        novembre 16, 2014

        Why the first comment is in Italian and the second in English Owen? Anyway, tell them, that they don’t have to worry, I know you are getting old and that you complain about everything ehehe. 16 kilometers are not that much if run with some friends. In fact at the end I wasn’t very tyred.
        I prefer not to write personal things, unless I’m really involved in something that I want other people to know, also because I don’t like too much talking about myself, and I think I would regret much of what I would write.

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