BACK IN ME

Stupidity as it used to be!

Welcome in the Ipernicchia

il_dubbioSegmentazione, ipersegmentazione, biking, mountainbiking, Isola d’Elba. Non sto impazzendo, ve lo posso assicurare. O meglio, sto impazzendo ma non nel senso proprio del termine. Il professore presente in aula sta ripetendo questi termini dalla lezione di ieri, e non è un modo di dire. “Professore? Come professore, non lavoravi mica?” “Sì, ma ho smesso (risate prego, in questo preciso momento ho davvero bisogno del vostro supporto).” Che poi, come dice Bonolis, fosse il problema principale. La realtà è che oltre che ripetere costantemente queste 5-6 parole, ci sta infilando in mezzo una presentazione di 393 (sì, è un numero a 3 cifre) slides che spiega in maniera tale da far pensare che il sopracitato soffra di logorrea.

Segmentazione, ipersegmentazione, biking, mountainbiking, Isola d’Elba. E quindi? Di nuovo, ho perso il filo. Il professore continua, mountainbiking femminile, Decathlon. Ah, Decathlon, questa è nuova. Nuova per questo professore intendo. “Ma che stai dicendo? Cosa stai facendo?” “Deliro, mi sembra ovvio! E vado indietro con la mente all’ultima volta in cui mi ero messo a scrivere qualcosa per questo blog durante una lezione (quella volta durante un corso di apprendistato) e avevo partorito quel capolavoro di “L’Apprendistato Secondo Susanna” (che è un best read all time del mio blog, essendo al secondo posto della speciale classifica visualizzazioni). E da allora è cambiato tutto (mi prendo questa licenza poetica di iniziare una frase con E, toh).

Segmentazione, ipersegmentazione, biking, mountainbiking, Isola d’Elba. Dicevo che da allora è cambiato tutto. O forse niente, chi lo sa? Io non l’ho ancora capito. Sta di fatto che all’epoca lavoravo, e le uniche lezioni che seguivo erano quelle che i corsi obbligatori d’apprendistato mi obbligavano a seguire a Villa Pomini a Parabiago, mentre ora ho fatto un passo indietro, o avanti, e mi sono rimesso in gioco, iscrivendomi ad un Master universitario in Sport Business Strategy (SBS abbreviato, che fa più figo). A Treviso, perché altrimenti il cambiamento non sarebbe stato sufficientemente radicale. Ormai sono due mesi e mezzo che l’ho iniziato, e la situazione sembra vada avanti. Tranne che in questo preciso istante, immagino abbiate capito.

Segmentazione, ipersegmentazione, biking, mountainbiking, Isola d’Elba. Di tutto quello che è cambiato, ci sarà qualcosa che è rimasto uguale a prima? Innanzitutto che continuo a farmi domande molto più grandi delle risposte che riesco a darmi. Questo penso non cambierà mai. Ma siccome mi sento magnanimo, vi rendo per una volta partecipi di questi miei pensieri e vi rivelo che la prima domanda che costantemente mi pongo la mattina appena sveglio, nonché l’ultima prima di addormentarmi, è: “C’è un mondo in cui io possa davvero sentirmi a casa?”, e con mondo non intendo un mondo fisico ma uno situazionale. Sembra una domanda scontata, che forse tutti ci siamo posti nella vita, ma inizio a pensare che se anche in un Master specializzato in sport continuo a non capire se quello che credo di voler fare esista davvero o sia solo un qualcosa di presente, peraltro in maniera abbastanza confusionale, nel mio cervello, forse ho un problema non da poco. E quindi? E se così fosse? Fino a dove uno può spingersi per inseguire/creare qualcosa, prima di doversi arrendere all’evidenza? Altra domanda che mi perseguita costantemente. E’ scontato come un’idea innovativa sia difficile da far comprendere e far accettare, ma se arrivassi al punto di capire che quello che sto facendo è troppo ardito, dovrò fermarmi e accettare che il Mondo è troppo piccolo per la mia grandezza? Ok ok, lo so, grazie, calmi, grazie. Sì, grazie, potete smettere di applaudire, grazie ancora, il vostro affetto mi commuove (non è vero). Quanto è difficile accettare di limitarsi in qualcosa e accontentarsi di fare qualcosa che ti rende felice come una settimana di pioggia ad agosto, quando tu sei al mare e vorresti solo essere sdraiato sotto l’ombrellone (Owen per te quest’esempio non conta, pensalo al contrario)? Detto che il fallimento di un progetto non implica la fine della vita, esiste un modo in cui accettare questo e continuare ad andare avanti come se niente fosse?

Segmentazione, ipersegmentazione, biking, mountainbiking, Isola d’Elba. Nomino quel paccaro di Cortelli, hai 24 ore. Ciao.

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Un commento su “Welcome in the Ipernicchia

  1. Owen Ransen
    dicembre 11, 2014

    Aha! QUESTA si e un blog post! Non ti preoccupare…piu che vado avanti meno capisco. O siamo nati stra ricchi e stra intellogenti o dobbiamo fare compromessi. Ma anche quella e’ un arte interessante/difficile..

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