BACK IN ME

Stupidity as it used to be!

Se Cadi, La Rete Si Scatena

Siamo in un’epoca in cui internet ormai la fa da padrona, inutile parlarne. Qualsiasi cosa non sia su internet non esiste, e, all’opposto, qualsiasi cosa che sta su internet esiste, esiste eccome! E se per caso qualcuno ha uno scivolone, o si rende protagonista di un’uscita poco fortunata o intelligente, internet impazzisce. Anzi, non è internet, è la rete, o meglio La Rete. E non impazzisce, si scatena!! Perché ormai se La Rete non si scatena, non succede più un bip di niente. La Rete DEVE scatenarsi per forza di cose. Sembra quasi anzi che aspetti l’occasione per scatenarsi, ma non importa assolutamente quello che succede, quello è solo un pretesto. L’importante è che La Rete si scateni. Perché non conta se lo scatenarsi sia causato da Shaquille O’Neal che inciampa in un cavo del suo computer (magari il cavo di rete!) e finisce faccia a terra in diretta nazionale, o da Blatter che viene rieletto nonostante lo scandalo tangenti alla Fifa. La Rete si scatena. Punto. E’ matematico. Screenshot 2015-05-30 00.13.36 Ormai è diventato un fattore sociale.

Un tempo c’erano i giochi gladiatori in cui Spartaco e i suoi fratelli lottavano per tenere a bada la gente, che altrimenti avrebbe sfogato la propria rabbia repressa in maniera sicuramente più violenta di quando accade andando a vedere un incontro in cui due condannati si ammazzano in un colosseo. Ora invece ai poveri repressi è rimasta solo La Rete in cui insultare gente che nemmeno conoscono da dietro la loro tastiera, ma soprattutto per scatenarsi.

Anzi, per far scatenare La Rete stessa, manco fosse una persona in carne e ossa, questa La Rete. In tempo zero circolano su internet centinaia di immagini sull’accadimento giornaliero, molte delle quali semplici fotomontaggi, altri veri e propri capolavori di grafica. E tutto questo dura qualche giorno, se va bene una settimana, fino a quando un’altra occasione non da la possibilità alLa Rete di scatenarsi. E tutto quanto successo pochi giorni prima? A chi importa più? Adesso La Rete deve scatenarsi per qualcosa di nuovo. Qualcosa di più importante, perché il resto è vecchio e fuori dai giochi, non importa più a nessuno. Salvo che un evento successivo non lo riporti in auge, allora a quel punto La Rete si ricorda di essersi già scatenata per un evento, e va a recuperare quella mole di immagini che altrimenti sarebbero finite nel dimenticatoio dei bassifondi di internet.

Un esempio recente? Giorgio Chiellini che si troverà nuovamente di fronte nella finale di Champions League quel Luis Suarez che meno di un anno fa l’aveva moccicato sul collo, per dirla alla Verratti, nel corso dell’ultima partita dell’Italia agli sfortunati mondiali brasiliani. In questo caso, addirittura grandi giornali nazionali ricominciano ad occuparsi del caso, ma anche e soprattutto del fatto che la rete si era scatenata per un evento. Perché poi non basta infatti che se ne ricordi La Rete, ce ne dobbiamo ricordare anche tutti noi, che siamo scemi e smemorati, e senza La Rete che si scatena non avremmo memorie nostre di questi fatti.

(Modifica postuma dopo l’intervento di Umberto Eco nella lectio magistralis alla consegna della sua laurea ad honorem dello scorso 10 giugno) Che Umberto Eco non avesse poi tutti i torti a dire che i social ha dato voce anche a migliaia di imbecilli che prima sarebbero stati solo gli scemi del villaggio, se anche le principali testate giornalistiche nazionali si riducono a questo giochino insulso del riportare e riproporre a caso materiale scadente prodotto per prendere in giro determinate persone o situazioni?

Io, di questa situazione,

in ogni caso,

mi sarei anche un po’ rotto.

E così,

nel dubbio,

mentre La Rete si scatena,

me ne fotto.

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