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Stupidity as it used to be!

Chiacchiere ai Confini del Mondo

blablacar1Ci sono un milanese con lontane origini pugliesi, un’udinese con ascendenze siciliane, un siciliano con una madre macedone che parla 18 lingue, una bresciana con origini sarde e una spagnola che vive in Francia, tutti assieme in una macchina diretta da Milano a Treviso. Non è una barzelletta, per quanto l’accoppiata nord-sud potrebbe anche farlo pensare. E nemmeno un’orgia, data la quantità di carne presente in questa macchina.

No, più semplicemente è un viaggio organizzato tramite BlaBlaCar. Se non sapete cosa sia BlaBlaCar è presto spiegato: è il punto di riferimento per organizzare un autostop organizzato in caso di necessità di spostarsi da un luogo ad un altro spendendo poco. Lo utilizzano moltissime persone che per motivi di lavoro o studio vivono lontano da dove sono nati e cresciuti, perché è un metodo di spostarsi davvero interessante ed economico. Intanto perché può capitarti di viaggiare davvero con gente di qualsiasi tipo, dal business man che decide di non farsi da solo i viaggi lunghi, all’universitario, al rampante giovane che è appena entrato nel mondo del lavoro e si appresta ad aprire il mondo come un’arancia da tanto è gasato dal poter finalmente dimostrare quello che vale. All’inizio ero uno po’ scettico sul volerlo usare e ho iniziato tanto per vedere se funzionava, ma ormai sono 7-8 mesi che lo uso e mi sto trovando davvero bene. Non ho mai avuto problemi grossi, e come dicevo puoi davvero incontrare persone molto particolari, e per chi mi conosce e sa quanto io creda fortemente negli incontri casuali, questo credo che sia davvero il punto più interessante della faccenda. Oltre a quello di spendere poco chiaramente!

Ma tutta questa pappardella per cosa? Tutto questo perché l’altro giorno mi è capitato questo BlaBlaCar che non so in che altra maniera definire se non con l’aggettivo clamoroso! Non so nemmeno spiegare come, perché in realtà era partito abbastanza in sordina il viaggio. Avevo recuperato a Legnano una ragazza, che per le ragioni geografiche di cui sopra chiameremo Udine, e stavamo parlando del più e del meno (principalmente Meteo, Expo e dei rispettivi lavori) in attesa di recuperare strada facendo anche gli altri compagni di viaggio. La rotta prevedeva una fermata a Comasina per recuperare Spagna, una ad Agrate per recuperare Sicilio, e una a Brescia per recuperare l’ultima rappresentante femminile del viaggio, e che chiameremo Franciacorta dato che dire di recuperare Brescia a Brescia sarebbe stata una mancanza di fantasia nello scegliere i nomi non da poco.

Come accennato, la situazione è stata tranquilla e forse anche un po’ rigida per la prima parte del viaggio. Udine era senz’altro simpatica, ma probabilmente non avevamo ancora la giusta dose di confidenza per riuscire ad intavolare una conversazione continua e prolifica. Anche l’innesto di Spagna è stato poco fruttuoso da questo punto di vista. Non tanto per incomprensioni linguistiche, dato che lei parlava anche un perfetto Inglese (come anche me e Udine per altro) e capisse l’italiano, quanto perché alla fine si è rivelata forse essere la meno estroversa di tutti.

E poi boh, ad un certo punto sale Sicilio e scatta il finimondo. “Accusa” Udine di avere un accento siciliano più che mitteleuropeo, al che si scopre che effettivamente una nonna di Udine fosse proprio conterranea di Sicilio, ma soprattutto sgancia la bomba, ed essendo Sicilio pure militare assume una qual certa importanza, che in settimana andrà ad un matrimonio nella sua terra natia, al quale però lui e alcuni suoi amici sono fortemente contrari, tirando in ballo Padrini, Compari di Fede, tradimenti e contro-tradimenti indotti anch’essi a tradimento, conciliaboli segreti e norme di buon comportamento che una giovane Picciotta Per Bene della sua cara Sicilia dovrebbe seguire per non venire screditata agli occhi della comunità. Insomma ragazzi, un vero vademecum per il siciliano Doc. Ed è a questo punto che salta a bordo pure Franciacorta, altro elemento di spicco e colei che con il suo essere un po’ fuori dagli schemi ha portato ulteriore scompiglio alla situazione.

Che nel frattempo si era arricchita dal fatto che Udine, probabilmente ancora scottata dall’accusa di avere un accento siculo, non lasciava passare niente a Sicilio di quanto raccontava sul matrimonio del suo amico e, soprattutto, che non poteva permettersi di tornare al nord senza cannoli per i suoi compagni di viaggio, che quella sì sarebbe stata una scortesia non da poco.

Il discorso è poi gradualmente scemato verso lidi più miti, passando dalla differenza fra fidanzato, moroso e frequentazione, o addirittura frequentazione assidua (e ancora nutro qualche dubbio sulle differenze fra questi termini ma non è un problema) alla decisione di anteporre scelte personali o meno al fidanzato/moroso/frequentazione. Purtroppo poi, ad un certo punto tutto è finito, e io mi sono ritrovato a mangiarmi una pizza e un tremendo flan al cioccolato DaPino in centro a Treviso, ma non prima di aver saputo qual è il reale lavoro di Sicilio. E sappiate, che se volete parlare con lui, basterà solo dire al telefono una bomba in macchina, e che la farete saltare. Ecco, potrebbero arrestarvi, ma se doveste conoscerlo, ne sarà davvero valsa la pena!

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2 commenti su “Chiacchiere ai Confini del Mondo

  1. Owen Ransen
    giugno 17, 2015

    This is one of your best blog entries yet!

    • longosteph
      giugno 17, 2015

      thank you owen! I was not very convinced at the beginning, and even less after half of it.

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